TÈ CINESE

Dr. Med. Leonardo SALOMONE NAVARRA DELLA TORRE

Iridologo Naturopata Nutrizionista

Master di Nutrizione (istituto nazionale della nutrizione Roma)

Perfezionato in medicina biointegrata (università G. D'Annunzio Chieti)

Perfezionato in  fitoterapia clinica (università della Tuscia Viterbo)

Perfezionato in bioetica livello avanzato (università cattolica Roma)ecc.

 

Pubblicato sul mensile “Avanguardia” – Giugno 1994

La Cina è la più antica produttrice di tè. Questa tradizione insieme alla buona qualità e alla varietà dei tipi ha reso il tè cinese famoso in tutto il mondo.

Il clima e l’esperienza dei coltivatori e dei raccoglitori consentono di ottenere una produzione eccellente.

Il tè cinese viene poi esaltato dalla preparazione, che è una vera e propria arte: si mettono circa 5-7 grammi di tè in una tazza sciacquata, e poi si coprono con 200 cc circa di acqua bollente.

Per non perdere la fragranza e il gusto dei tè speciali è meglio non coprire la tazza, per evitare un’eccessiva ebollizione. Se si sceglie di bere il tè in un bicchiere si potranno osservare le foglie mentre ondeggiano con eleganza, quasi danzando nel liquido ambrato. Il tè cinese può essere servito sia da liscio che con il limone, la menta e lo zucchero preferibilmente di canna.

Molta cura deve essere usata nella conservazione del tè cinese (sia delle foglie che della bevanda) allo scopo di mantenere inalterati il gusto e la fragranza originali.

L’infuso, infatti, ha la proprietà di assorbire gli odori dell’ambiente in cui si trova e l’umidità, e viene facilmente contaminata da fenomeni ambientali quali la temperatura, la luce del sole, l’aria.

Il tè cinese contiene in quantità equilibrata sostanze salutari quali il tannino, gli alcaloidi (Teina, ecc), gli aminoacidi, le proteine, gli aromi, le vitamine, ed è considerato un ottima bevanda in tutto il mondo.

Su diversi giornali è stata pubblicata la notizia che una tazza di tè verde, secondo una sperimentazione effettuata da alcuni ricercatori del “Central Research Laboratories” di Osaka, conterrebbe alcune sostanze in grado di distruggere lo “streptococco mutans”, il batterio responsabile della carie.

Secondo questa sperimentazione l’effetto anticarie dei polifenoli contenuti nel tè verde sarebbe più forte e più salutare di quello del fluoro.