AZZURRO BORDATO DI ORO CON CENTO ANELLI D'ORO FIAMMEGGIANTI CON SOPRA UN SOLE A FACCIA DI LEONE, SCUDO TIMBRATO DI CORONA PRINCIPESCA ACCOLLATO IN PETTO ALL'AQUILA BICIPITE IMPERIALE DI NERO CON VOLO SPIEGATO LINGUATA ED ARMATA DI ROSSO ORNATO DI GRAN COLLARE COSTANTINIANO CON AI LATI UNA TORRE E GIGLIO CON SOTTO SAN GIORGIO, IL TUTTO SOPRA AD UN MANTELLO BLU SCURO INTERNO BIANCO CON FRANGE,NAPPE E NASTRI DORATI IL TUTTO CORONATO ALL'IMPERIALE, CON SOTTO IL MOTTO: SCIENTIA , SAPIENTIA ET DEVOTIO.

 

 

 

 

 

 

Stemma di Sua Altezza Imperiale Leonardo Salomone Navarra 

Nobilissimus, Principe del Sacro Romano Impero d'Oriente  

 Principe del Sacro Romano Impero d'Occidente, Principe dell'Impero Romano d'Oriente, Principe Elettore, Principe Sovrano di Antiochia, Principe d'Oriente.

 

 

 Stemma di sua Altezza Imperiale e Reale Leonardo Salomone Navarra 

VI Principe della Torre

 

 

 

SIOKOR

 

SOVEREIGN IMPERIAL

 

ORDER OF THE KNIGHTS OF ORIENT

 

Storia Del Sovrano Ordine Imperiale Dei Cavalieri D'Oriente

 

L'origine della fondazione d'ordine Imperiale dei Cavalieri d'Oriente ha le sue radici, secondo il barone di Westernroad, in una antica congregazione esoterico filosofica detta Società di Ormus od Ormezio, sacerdote egiziano di Ormus, dal nome del suo fondatore il quale fu convertito al cristianesimo da San Marco nell'anno 96 d.c.. I suoi adepti erano sempre alla ricerca della verità, e professavano un miscuglio di dottrine vediche, egiziane e cristiane. Essi si chiamavano allora” I Saggi della Luce". Più tardi si riunirono in una scuola di pensiero filosofico detta della Scienza di Salomone, la quale raccoglieva i segreti della scienza universale delle numerose e più diverse e disparate  tradizioni del mondo fisico e metafisico per acquisire la realizzazione della suprema conoscenza. Nell'anno 1188, dopo la presa di Gerusalemme per opera di Saladino, i discepoli di questa  grande scuola mistica filosofica fondarono l'ordine dei Cavalieri d'Oriente. Di questo ordine, dove vi insegnavano le alte scienze che dall'università dei magi di Atlantide passò nell'antica India con l'iniziatore Rama e giunse al medioevo cristiano

attraverso  una catena di sacerdoti di Brahma, i brahmana, dei monaci buddisti, dei cabalisti ebrei, degli gnostici, dei crociati e dei Templari. lo scopo di questi cavalieri era la ricerca della saggezza tramite la conoscenza e la devozione con il fine di liberarsi da i vari condizionamenti degli eventi della società circostante rapportando la loro esistenza più alle necessità dell'anima che quelle del proprio corpo o dei loro sensi.

Dei Cavalieri d'Oriente si ritrovano tracce nell'1196.

Il sapiente e famoso filosofo teologo catalano dell'epoca, Raimondo Lullo (1235.1316) detto il doctor illuminatus o anche il dottore delle missioni, autore di numerosi libri di cui dell'autorevole libro sull'ordine della cavalleria (1279), ne fece parte, ed iniziò a suoi misteri il figlio di Enrico III Re d'Inghilterra. Sotto la sua guida l'ordine fu spinto sempre più ad approfondire le numerose filosofie e gli altri credi religiosi di tutti i popoli con quali venivano in contato. Al concilio di Vienna (1311-1313) propone di fondere in uno solo tutti gli ordini di cavalieri cristiani, ma non venne ascoltato Venerato dalla sua morte fu Beatificato solo nel 1850 da Pio IX il quale ne autorizza ufficialmente il culto. Egli fu certamente il precursore del dialogo interreligioso anche se era comunque convinto nella sua fede cristiana. Egli aveva scelto la strategia della convinzione considerando questa l'unica lecita per eventuali conversioni. Secondo Raimondo Lullo la via della concordia era più utile di quella della guerra, era dunque una persona di pace, rispettosa delle tradizione e culture degli altri. Nelle descrizioni delle varie religioni egli invita a non denigrarle ma di mettere in evidenza ciò che ci accomuna e c'è di positivo nei diversi credi. Questo modo di pensare era certamente all'avanguardia per l'epoca tanto che i seguaci di questo pensiero furono in seguito denigrati, mal visti e perfino perseguitati dall'inquisizione.

In seguito molti cavalieri d'Oriente, come numerose altre fratellanze, gli gnostici, i joanniti, i Templari, finirono per fondersi, in data non precisata, con i cavalieri di malta, ed e successivamente, per affinità esoteriche anche con la massoneria.

Nacquero cosi nelle varie logge il grado di cavaliere d'oriente a volte detto anche della spada questo probabilmente per una provenienza di cavalieri dall'ordine di Cipro (oggi estinto) dove alcuni di questi erano noti come i cavalieri del silenzio ed della spada , o anche dell'aquila. In onore a quest'ordine mistico quasi leggendario, fonte  di saggezza spirituale, fu attribuito il sesto grado nel capitolo giacobita dei rosacroce di Arras, il sesto grado nel sistema della madre loggia scozzese di Marsiglia, l'undicesimo grado nella massoneria adonhiramita fondata da Tchoudy, il nono ed ultimo grado nel collegio di Valois, il quindicesimo grado

  nel rito di perfezione diventato in seguito rito scozzese

antico ed accettato, ultimo e massimo grado come Sovrano Consiglio dei Cavalieri d'Oriente, quindicesimo e diciassettesimo grado nel rito primitivo di Narbona, sistema strettamente filosofico a decisa intonazione rosicrusiana che faceva studi profondi sul simbolismo, la storia delle tradizioni segrete e delle scuole che l'avevano via via trasmesse di epoca in epoca con lo studio delle scienze occulte con il fine dichiarato della riabilitazione intellettuale dell'uomo. All'ordine dei Cavalieri d'Oriente era attribuito il diciassettesimo grado anche nella loggia di Edimburgo. A volte i cavalieri d'oriente noti anche come i Cavalieri Aurati d'Oriente sono identificati come I rosacroce d'Oriente o cavalieri del tempio d'oriente con la svastica vedica come croce simbolo, o semplicemente con  la sua più consona definizione come

I Cavalieri Templari Aurati D'Oriente. Le vie iniziatiche e le sacre tradizioni provengono dall'oriente come dall'oriente viene il sole che ci porta la luce.(L. Salomone Navarra Della Torre). Nel 1758 l'ordine si trasformò nel consiglio degli imperatori d'oriente, principi del real segreto. Il 2 dicembre 1770 il fondatore della gran loggia nazionale n'2 Berlino dr. j. w. von Zinnedort mutò il nome dei Cavalieri d'oriente in quello di intimo di San Giovanni favorendo cosi per molti l'adesione e l'identificazione con i Cavalieri di Malta. Da questa crono storia possiamo vedere come la figura mistica dei cavalieri d'oriente suscitò sempre nel corso dei tempi un fascino misterioso tale da essere presente nelle più svariate organizzazione secrete del passato ed è quindi innegabile la sua presenza storica seppure in modo discreto, riservato o quasi segreto, proprio della sua natura non curante dei piaceri e degli averi del mondo circostante. Il cavaliere d'oriente è prima di tutto un ricercatore di se stesso e della verità suprema, una persona che mira sempre più ad acquisire una consapevolezza del se, della vita e del suo significato, della verità, egli fugge la menzogna, l'ipocrisia, l'invidia, l'odio ed il condizionamento nelle sue più disparate ed ingannevole forme (il velo di maya (l'illusione) è sempre in agguato ed aspetta inesorabile una nostra defaillance per distorcere la nostra visione del mondo e farci perdere cosi la suprema VIA. (L. Salomone Navarra Della Torre). Nel XVI secolo come per gli altri ordini cavallereschi l'ordine adottò il titolo di Gran Maestro anziché  quelle di Maestro per il suo massimo rappresentante. Il  Cavaliere d'Oriente non fu comunque mai un cavaliere alla conquista di poteri secolari ma bensì fu sempre alla ricerca e alla conquista della purezza e della spiritualità, il suo compito nella società era prevalentemente di consigliere e di mediatore con l'aiuto della sua conoscenza, della sua saggezza e della sua fede rispettando sempre la persona e la fede altrui. le sue armi sono infatti: la Sapienza, la Saggezza e la Devozione. Questo motto fa parte tra l'altro dello stemma della casa Reale ed Imperiale d'Oriente il quale è stato riconosciuto con i relativi titoli, ed attribuito (con sentenza passato in giudicato, pubblicata nella gazzetta ufficiale della repubblica italiana) a  Sua Altezza Imperiale, Reale e Serenissima Dr. Leonardo Salomone Navarra Della Torre da un tribunale della repubblica italiana.

Il 21 giugno dell’anno 1997 nel giorno del solstizio d'estate, e dopo la morte del suo predecessore avvenuta l'anno precedente,

Sua Altezza Imperiale, Reale e Serenissima Don Leonardo Salomone Navarra della Torre D'Oriente Nobilissimus

  PRINCIPE DEL SACRO ROMANO IMPERO D'ORIENTE, e d'occidente, Principe Sovrano di Antiochia, Principe dell' Impero Romano, VI Principe della Torre, Principe elettore, Principe d'Oriente, Duca di Lemnos, Duca di Sogane, III Marchese di San Ferdinando, XI Conte di Oliveto ed Alvito, III Conte di Martana, Patrizio Veneto e Bizantino, ecc ecc , Capo di Nome e d'arme  della Casa Reale ed Imperiale Salomone Navarra della Torre d’Oriente ed erede di questa antico ordine trasmesso in modo patriarcale nell'ambito della propria Casata e nel silenzio della ricerca della saggezza ultima; la realizzazione dell'IO e di DIO, decide con il parere positivo del supremo consiglio dei saggi, la rinascita nel senso di una continuità non più riservata dell'ordine, ma la messa alla luce del sole di una antica tradizione esoterica e spirituale riservata a pochi. Cosi con decreto del sovrano l'ordine dei Cavalieri d’Oriente divenne ufficialmente l'Ordine Sovrano della casa Reale ed  Imperiale D’Oriente ed è sotto la protezione dell'Ordine religioso del Tempio Sovrano Indù Vaishnava d'Oriente (dal 1999) con la restituzione ai membri della confraternita, il compito originario della ricerca interiore e spirituale dell’essere umano nella gloria di Dio. Dal 1997 inoltre l'Ordine Sovrano dei Cavalieri d'Oriente adotta lo stemma Imperiale della casa Reale ed Imperiale d'Oriente ossia quello dalla Casata dei Principi Salomone Navarra della Torre D'Oriente.

Questo decreto è stato legalizzato a Londra dal primo segretario di stato di Sua Maestà la Regina del Regno unito e dell’Irlanda del nord con il protocollo numero H037639 rilasciato in data 17 giugno 2002.

L'8  di giugno dell'anno domini 2010, Sua Altezza Imperiale, Reale e Serenissima il Principe e Gran Maestro dell' Ordine firma un protocollo di reciproco riconoscimento e di alleanza con il Sovereign Order of Saint John of Jerusalem "Knights of Malta". accordo cessato il 29/10/2012 per inadempienza e il mancato  rispetto degli accordi  sottoscritti dal suddetto ordine. Il 24 di Giugno nel giorno di san Giovanni dell'anno domini 2011.

 Sua Altezza Imperiale, Reale e Serenissima il Principe e Gran Maestro dell' Ordine Don Leonardo Salomone Navarra Della Torre firma un protocollo di reciproco riconoscimento e di alleanza con il Gran maestro dell'ordine dei cavalieri normanni di Sicilia. Il nove di Agosto dello stesso anno l'ordine muta il suo nome in Sovrano Ordine Imperiale dei Cavalieri d'Oriente. Nei primi giorni del mese di maggio 2014, il Principe Salomone Navarra Della Torre d'Oriente firma un protocollo d'intesa e mutuo riconoscimento e collaborazione con il cugino il Principe Paciotti di Montefabbri Amoroso d'Aragona Capo della Realcasa Amoroso d'Aragona e con il Principe Franz Hohenstaufen ed in seguito con il cugino il Principe Picco di Montenero e Pola capo della casa Imperiale Obrenovic.

 

 “Gli Ordini dinastici o di famiglia appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè a quelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovrano venne riconosciuto internazionalmente all’epoca del congresso di Vienna o più tardi) conservano intatta la loro validità storica cavalleresca e nobiliare, indipendentemente da ogni rivolgimento politico. È da ritenersi pertanto giuridicamente ultra vires l’eventuale ingerenza dei nuovi Stati succeduti alle antiche Dinastie, sia sul piano legislativo che su quello amministrativo nei confronti degli Ordini dinastici. Che questi non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governanti, non inficia la loro validità tradizionale e il loro status, ai fini araldici, cavallereschi e nobiliari. È opinione di autorevoli Giuristi che gli ex-Sovrani non abdicatari - la cui posizione è diversa da quella di semplici “pretendenti” - serbino, vita natural durante, la loro qualità di fons honorum” anche per quanto riguarda il gran magistero di quegli Ordini, cosiddetti di Corona, che altrimenti si potrebbero classificare fra quelli di Stato o di merito. Lo status internazionale di un Ordine cavalleresco riposa infatti sulla qualità di fons honorum che, tradizionalmente, si spetta all’autorità dalla quale esso viene concesso, protetto o riconosciuto” 

    (Commissione Internazionale per lo Studio degli Ordini Cavallereschi, Bologna, Italia).

 

Bibliographia: il grande libro della natura Edizione atanor a cura di V. Soro 1921 Opera Curiosa del Secolo XVIII

                   : Descrizione storica degli ordini cavallereschi Luigi  Cibrario

                   : Archivio storico famigliare della casata Navarra e Salomone Della Torre d'Oriente

                   :Raimondo Lullo , Tractatus de modo convertendi infideles (1292).il Libro del Gentile e dei tre Savi(1274) l'ordre de la chevalerie (1279)

 

 Espulsi da l'ordine

 

    

              

STEMMA DÌ FRANCESCO SALOMONE DA SUTERA FAMOSO CAVALIERE DELLA DISFIDA DÌ BARLETTA NEL 1503

arma: nel 1°di bianco con leone contro rampante che brandisce la spada con a capo mezza stella di rosso,nel 2° di rosso con leone rampante che brandisce la spada con a capo mezza stella di bianco,

IV CENTENARIO DELLA DISFIDA DI BARLETTA

Rudere del castello Salamone con lapide

Ruderi del Castello di Francesco Salomone (Salamone) di Sutera

 

 

Ruderi del castello dei Salomone Signori e Barone di Garsiliat

distrutto dopo una dura, lunga ed estenuante battaglia, messo a ferro e a fuoco dal Re Guglielmo I il Malo

 

 

 

Palazzo Salomone  Mistretta

Edificato nella seconda metà del 1800, oggi sul corso principale di Mistretta

 

Palazzo Salomone a Nicosia con lo stemma baronale

PALAZZO SALAMON  VENEZIA

STEMMA DEL 28° DOGE DI VENEZIA PIETRO SALAMON FUSATO D'ARGENTO E DÌ ROSSO

 

Lapide di Maria Salomone all'interno nella basilica di Santa Maria in Aracoeli sul colle

(angolo uscita che porta al campidoglio)

 

Cenni storici significativi della nostra antica

 ed illustre casata

Da parte materna vi sono I Gucciardo (da viscardi, wiscard ,wisigar, wisichart, da radice wisan che significa guidare o condottiero) cognome normanno e germanico italianizzato (di Guichard) che significa forte o ardito condottiero)(confermato dal suo aspetto, l'avo aveva folti capelli rossi ed occhi azzurri tipici dei normanni) erano Nobili, Consignori, Signori, Conti, Conti Palatini, Marchesi, e Principi, avevano più dimore è provengono dalla Casata dei Guiscardi di Sicilia. la cognomizzazione proviene dal Duca Roberto il Guiscardo fondatore dello stato normanno, conquistatore e liberatore della Sicilia,Un ramo cadetto dei Viscardi “Guiscardo” si stabilì nel palermitano e da Donna Maria Viscardi, nipote di Ruggero II, re di Sicilia, nacque Santa Rosalia Sinibaldi, Patrona di Palermo, discendente di Carlo Magno. La dinastia Reale è stata originata da Tancredi Conte di Hauteville (Altavilla), i cui figli intrapresero la conquista e l'unificazione politica dell'Italia Meridionale. Ruggero II Altavilla creò il "Regno normanno d'Africa", che voleva unire al suo "Regno di Sicilia". Ma Ruggero mori il 26 febbrai 1154 . Durante il loro Regno questa illustre Casata unì al proprio dominio tutti i feudi normanni nel Mezzogiorno (Principato di Capua, Ducato di Napoli etc.) costituendo il Regno di Sicilia. Un Regno che si estendeva a Corfù, Malta, Gozzo e a tutta la costa dell'Africa settentrionale, compreso l'entroterra tra Bona e Tripoli. Alleati del Papa, Boemondo I, Ruggero II e Guglielmo II d'Altavilla furono fra i capi delle prime tre crociate. Boemondo I, figlio di Roberto il Guiscardo, primo Duca di Puglia e Calabria, protagonista della prima Crociata, si impadronì del Principato d'Antiochia. Tancredi, cugino di Boemondo II, segnalatosi alla presa di Nicea, Antiochia e Gerusalemme, ebbe in feudo il Principato di Galilea e Tiberiade ed il Tasso lo celebrò nella Gerusalemme liberata. Ultima degli Altavilla fu Costanza (1154-1198), figlia postuma di Ruggero II, “Rex Siciliae et Italiae”, che sposò Enrico VI, Re di Germania ed Imperatore ed ottenne la successione al Regno di Sicilia. Morto Enrico, regnò in nome del figlio Federico II, poi come Re di Sicilia, di Germania ed Imperatore. Un altra ramo fu quello dell'illustre famiglia tortonese che si vuole abbia tratto origine dai Guiscardi Monferrini che ebbero i titoli di Conti Palatini, Marchesi di Cerro Tanaro, Conti di Villanova, e Consignori di Monteu.

Di origine francese, sin dal XIII secolo questa famiglia Guicciardo distintasi a Firenze come riporta il Pandini che un guicciardi di quella città si recò in nome del gran Can dei Tartari a complimentare Bonifacio VIII per la sua ascensione al trono papale, Nel 1304,un altro Guicciardo era vescovo di Troyes in Francia.Si distinsero in altre parte della Toscana ottenendo luminose cariche nei superiori aulici dei dicasteri di Vienna, la loro presenza e remota ed antica in Valtellina con illustre cariche come riportano il Romegialli ed il Quadrio, un Azzo Guicciardi fu gentiluomo di grande considerazione, trucidato a morte nelle braccia della moglie a 37 anni, un Andrea figlio di Bernardo, passato agli studi a Pavia, ne colse tanto onore che ne fu fatto rettore di quell'università nel 1498. Ritornato in patria acquistò il castello e la chiesa sopra Teglio con tutti i beni feudali, ragioni di peschiere, di miniere, di forni, di fucine, di mulini, caccie con 600 e più corpi di terre dell'arcivescovo di Milano Ippolito d'Este, per 4000 scudi d'oro lasciando il fratello Gregorio dottore in legge nella città di Ponti trasferendosi a Teglio. Gregorio era esperto anche in altre scienze ed arti come la medicina, si sposo con Ippolita figlia di Nicolò Piatti di Bolzo, ebbero tre figli, Pietro Martire, Giampaolo, e Nicolò, quest'ultimo segui le orme del padre si applicò nella medicina e diventò rettore dell'università di Padova, sedotto dai novatori mori in Coira nel 1370 quale eretico, suo padre invece mori in Teglio nel 1332 e fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo. Dario Guicciadi nato a Teglio, fu auditore del Cardinale Olivieri, e dopo la morte di questo fu auditore del Cardinale Caraffa, in seguito venne nominato lettore dei sacri canoni presso la sapienza di Roma.Un Giovanni Guicciardi fu mandato dal duca di Feria come ambasciatore in Spagna finito il suo mandato ritorno in patria ebbe 2 mogli, la prima fu Lucrezia Parravicini figlia di Francesco di Anton Maria, e la seconda fu Clara Quadrio, figlia di Alessandro Quadrio. Ludovica Guicciardi fu sposa di Giuseppe Quadrio entrambi insigniti benefattori e protettori dei cappuccini. Un Omobono Guicciardi ebbe diverse cariche governative, egli fu capitano delle Corazze e Maggiore del reggimento di Wuttenberg, al servizio dell'Augustissima Casa D'Austria. Federico Guicciardi fu uno degli uomini che si rifugiò sopra il campanile della chiesa dei protestanti in Villa durante la grande rivoluzione. Un Gaudenzio Guicciardi mori insieme alla figlia che lo assisteva durante la stessa rivoluzione. Un Girolamo Guicciardi prestò servizio militare sotto Luigi XIV in una guerra all'inizio del XVII secolo, raggiunse il grado di tenente colonnello si sposò con Dama vedova di Lorena dove egli si ritirò con la sua consorte a fine carriera. Un Giovanni Maria Guicciardi,figlio di Carlo Giuseppe e di Giulia Rusca andrò nell'ordine dei Gesuiti e si trasferì missionario nelle indie orientali dove mori nel 1663 in concetto di santo. Un Giulio Guicciardi figlio del tenente generale Giovanni entrò a servizio di Luigi XIV nel 1669 e fu atto capitani della guardia reale, ma nell'apice della sua carriera ancora giovane una febbre acuta gli tolse la vita. Un Ignazio figlio del Capitano Giovanni e di Caterina Paravicino figlia di Giovanni Antonio di Davide, fu in Roma dove studiò dichiarato protonotario apostolico, famigliare dell' eminentissimo Lauria, e conte palatino. A 28 anni fu nominato arciprete nella sua canonica edifico un ospedale per i poveri del paese, quasi santo mori il 1 marzo 1708 all'età di 53 anni, lasciando numerose opere letterarie. Un Luigi Gucciardi di Ponte venne eletto all'età di 16 anni canonico dell'insigne collegiata di San Maurizio, entrò nell'ordine dei cappuccini,  studio filosofia e teologia in seguito divenne oratore mori il 26 ottobre 1710 all'età di 88 anni creduto santo, durante la processione a Sondrio fu rivestito 4 volte e non contenti i devoti alla ricerca di reliquie gli tolsero anche barba e capelli e perfino un dito dal piede da dove usci un zampillo di sangue come se fosse vivo. Un altro Giovanni Antonio nato il 14 febbraio 1656, venne nel 1676 ammesso nella compagnia di Gesù mori di gotta nel febbraio 1715. Un Giovanni II Guicciardi nato il 24 febbraio 1644 fu luogotenente generale ed assessore al governo della Valtellina, fu da Amedeo duca di Savoia nominato Cavaliere di San Maurizio e Lazzaro ebbe per moglie Caterina Gatti figlia di Giovan Maria Gatti (nota famiglia insediata a Malta), Cancelliere della Valle mori nel 1719. Un Guicciardo Guicciardi nato nel 1638  fu Cavaliere dell'ordine di Santo Stefano e cameriere della chiave d'oro del Duca Carlo di Mantova, ebbe 2 mogli e mori il 10 Gennaio 1722 come molti altri della casata scrisse molti libri. Francesco Zaverio Guicciardi fu primo auditore e maestro di camera del Cardinale Colloredo, poi resse la chiesa di Narni di Papa Clemente XI in seguito fu nominato Vescovo di Cesena fino alla sua morte nel 1723, scrisse numerosi saggi. Un Antonio Maria Guicciardi noto a Ponte nel 1663 studiò a Bologna e nel 1684 entrò nella compagnia di Gesù si diede allo studio della teologia insegno le sacre scritture nella chiesa di Santa Lucia dei Gesuiti portandogli fama Europea, confessore di numero principe e consigliere di vari  Cardinali , Vescovi, e prelati per questioni di grande importanza,dopo numerosi colpi di apoplessia mori nel 1739 pubblicò numerose opere religiose.

Conte Fabrizio Guicciardi nato a Reggio l'8 settembre 1662 battezzato il 13 dello stesso mese dal governatore di Reggio( Giacomo Boschetti), deceduto il 20 Dicembre  del 1717, figlio di Orazio Guicciardi 1625 1665, Consigliere di Stato, gentiluomo di camera e oratore ducale, e di Laura Bisi  deceduta nel 1694.Comprò insieme al fratello Giovanni  Orazio il feudo di Cervarolo e ne fu investito con il titolo di conte. Si aprirono per lui e la sua famiglia il mondo della diplomazia e la sue attività imprenditoriale nel commercio della seta (tra Parigi, Lione, Fiandre, ecc) nonostante le 50 filiere di cui erano proprietari passarono in secondo piano.

 Giovanni Orazio Guicciardi ca 1665-1742 nato nei primi di giugno 1665 battezzato il 10 dello stesso mese a Reggio Emilia ed ebbe come padrino il ricco e potente marchese Nicola Zoboli . Egli fu conte di Cervarolo 1697, Sposato con Camilla Campori 1705-1807, fratello di Fabrizio.

Conte Filippo Antonio Melchiorre Guicciardi  di Cervarolo figlio del precedente, Nato il 17 agosto 1704  Reggio Emilia Battezzato il 19 agosto 1704 , era al servizio dell'esercito austriaco nel 1722. Deceduto il 12 novembre 1788 a Reggio Emilia all'età di 84 anni.era sposato con la Contessa Marianna De Luzan Nata 1731 deceduta a Cremona il 12 Gennaio 1768(figlia del Generale austriaco Antonio De Luzan morto 12/12/1751 e della Contessa Maria Anna de Vilana Perles deceduta il 31 Agosto 1755 all'età di 55 anni)Marianna era una donna di eccezionale cultura, fu Dama di Corte ed intima amica dell'imperatrice Maria Teresa.

Conte Francesco Giuseppe Guicciardi, figlio di Filippo Reggio 1752- 1830. Pupillo dell'l'imperatrice Maria Teresa (è lei che gli diede il nome) studia a Vienna nel collegio Teresiano entra nell'esercito Austriaco come ufficiale  otterà il grado di capitani di cavalleria,e il titolo di Ciambellano Imperiale. nella sua giovinezza si lega in amicizia con il famoso Giacomo Casanova che lo distoglie insieme al fratello Carlo con il gioco d'azzardo dalla retta via ,ciò fu motivo di contrasto con il loro padre che era costretto a pagare i loro debiti di gioco intaccando il patrimonio famigliare .in congedo dopo circa 10 anni di servizio nell'esercito con una paga ridotta ad un terzo del suo stipendio torna a Reggio e diventa sovrintendente ai piani della riforma delle opere pie di Reggio ,viene nominato Gentiluomo di Corte della Duchessa di Modena e di Reggio, Maria Teresa Cybo D'Este-Malaspina (nata Novellara il 29 Giugno  1725-muore a Reggio il 25 Dicembre 1790) moglie di Ercole Rinaldo D'Este ( nato a Modena 22 novembre 1727-morto a Treviso 14 ottobre 1803), Francesco Giuseppe sposa la Contessa Susanna Brunswich de Korompa nobile famiglia ungherese imparentata con gli Hannover,tramite il Duca Ernesto Augusto padre del Re Giorgio I d'Inghilterra.

Contessa Giulietta Guicciardi

Giulietta Guicciardi nata a Przemyśl, in Galicia il 23 novembre 1782  muore a Vienna il 22 marzo 1856. figlia di Francesco Giuseppe Guicciardi e Zsuzsanna Brunswick.Giulietta è una donna di grande cultura e di grande fascino considerata una delle piu belle donne dell'epoca, nel 1801 diventa l’alunna preferita di Ludwig van Beethoven (nato a Bonn 16 dicembre 1770 - morto  a Vienna il 26 marzo 1827 di idropisia). il quale se ne innamorò e gli dedica la Sonata Op. 27 no. 2 il Chiaro di Luna” é il primo dei tre movimenti della bellissima Sonata per pianoforte n°14, in Do diesis minore,

Si sposa  il  3 Novembre 1803 con il Compositore Austriaco Robert Wenzel Conte von Gallenberg (Vienna 28/12/1780–Roma 13/4/1839) il quale aiuterà Chopin nel suo esordio, subito dopo le nozze la coppia si trasferisce a Napoli e ritornerà a Vienna solo nel 1821.Per intercezione dello zio Luigi Guicciardi amico del Re di Napoli Gioachino Murat, la Guicciardi  sarà la Dama di corte, amica e confidende della Regina Carolina Bonaparte. Il marito comporà musica per Giuseppe Bonaparte.

 

Sonata Op. 27 no. 2 il Chiaro di Luna”

 Adagio sostenuto       Allegretto e Trio    Presto agitato

 

Giovanni 1753-1755 fratello del precedente morto alla tenere età di 2 anni

 

Conte Carlo Guicciardi Reggio 1754-1835 anche esso come il fratello Francesco Giuseppe pupillo dell'imperatrice d'Austria (è lei che gli diede il nome), studia con il fratello al Collegio Teresiano entra nell'esercito Austriaco si sposa con Vittoria Cassoli Lorenzotti (1804 -1882), diventa Generale Asburgico, Maggiordomo Maggiore, Gran Scudiero, commendatore, Senatore,Tenente Mareschiallo, consigliere di stato del Duca di Modena, nel  Dicembre 1829, Maria Luigia Duchessa di Parma, ex moglie di Napoleone gli conferisce la Gran Croce dell' Ordine Costantiniano.

Angelica Giuseppa 1755-1790 Monaca

Giuseppe Guicciardi 1758-1817 sposato con Maria Tersea Trivelli 1777-1799

Luigi Guicciardi 1759-1730 sposato nel Febbraio 1818 con Barbara Ancini

Giovanni 1761 1770Orazio 1764 1801

Scipione 1766-28 Settembre 1790, Ufficiale promettente al servizio del Re di Spagna.

 

 

 

Il Conte Diego Guicciardi

 

Il Conte Diego Guicciardi e gli stemmi della casata

           

Lettera patente con il titolo di conte e diploma della Legion d'onore di Diego Guicciardi concessi da Napoleone Bonaparte

 

 Un Diego Guicciardi anche esso di Ponte fu un uomo molto destro e prudente, egli nel 1797 assecondò l'unione del suo paese alla repubblica Cisalpina dalla quale diresse la polizia ,fu consultore per la repubblica italiana venne nominato da Napoleone  primo consigliere di stato, poi Conte (decreto del 12 apr. 1809), (inquartato: al 1, dei conti sénatori del Regno ; al 2, di rosso con tre pini d'argento ; al 3, di rosso à un lampada antica accesa d'argento ; al 4, di sinople, con 2 barre d'argento) ornamenti esterni :quattro lambrecchini, due d'oro e due d'argento, tocco di velluto nero rivoltato contro ermellinato con porta garzetta di oro e d'argento  con sopra cinque piume d'argento (tocco dell'impero e del regno d'Italia) sopra un mantello azzurro foderato d'argento,sotto la medaglia della Legion d'onore pendente ad un nastro rosso. indi gli fu conesso il grado di commendatore dell'ordine della corona di ferro (1807), cavaliere della Legion d'onore ed infine direttore generale della polizia del Regno, in seguito fu nominato membro del senato di cui divenne cancelliere, dal 1800 al 1801 fu deputato ai comizi di Lione, da marzo a luglio consigliere segretario di stato, poi sino 1803 deputato a Parigi per l'incoronazione dell'imperatore Napoleone e per la sua nomina a Re d'Italia, dal giugno 1803 al 1 Aprile 1809 fu consigliere di stato nel consiglio dei consultori, dal 10 Aprile al 31 dicembre 1809 fu direttore della polizia generale, da aprile 1809 a maggio 1814 fu membro e cancelliere del senato consulente, e anche deputato  a Parigi del senato consulente incaricato per stabilire i confini tra l'impero Francese e il Regno d'Italia, incaricato dal senato per complimentare il Re per il suo matrimonio con Arciduchessa Maria Luigia. Tra i numerosi incarichi, Il 26 Giugno 1823 era stato nominato consigliere intimo attuale di stato, mori a Milano 11 Aprile 1837.

Cerimonia d’incoronazione di Napoleone con i dignitari tra cui il conte Diego GUICCIARDI Primo consigliere di stato del Regno

Senatore Conte Enrico Guicciardi

Un Enrico Guicciardi  figlio di Diego Nacque a Ponte in Valtellina presso Sondrio il 6 nov. 1812 da Diego e da Teresa Delfini , morì a Ponte in Valtellina il 1° luglio 1895. Laureatosi in legge, fu notaio a Sondrio dal 1846 al '48. Partecipò al  Risorgimento condividendo le idee di Mazzini e partecipò alle cinque giornate di Milano. Il 22 marzo 1848, la Deputazione Comunale di Ponte in Valtellina decise di formare la Guardia Civica e gli ne affida il comando egli  portò 150 uomini alla difesa del Tonale.Caduta la Repubblica Stelvio - Tonale, fuggì in Piemonte dove ebbe il comando del battaglione bersaglieri valtellinesi che si distinse nella battaglia di Novara e fu decorato con una medaglia al valore. Amante della montagna e buon alpinista nel 1853 raggiunse, primo italiano, la vetta del monte Bianco. Gli austriaci intanto gli sequestrarono i beni a Ponte e misero su di lui una taglia. Liberata la Valtellina, nel 1859 fu messo a capo, da Cavour, della provincia sondriese col compito di instaurare I nuovi ordinamenti politico-amministrativi. Dopo la proclamazione del regno d'Italia fu deputato al primo parlamento italiano. Si distinse come Prefetto di Cosenza dal 1862 nella lotta contro il brigantaggio per le proposte che andavano verso un coinvolgimento dei cittadini nella lotta contro i briganti.  Nel 1866 durante la terza guerra d'indipendenza ebbe il grado di colonnello e comandò il 44º Battaglione della "Guardia Nazionale Mobile", organizzando la difesa della valle alla stretta di Sondalo respingendo gli austriaci. Per questo fu decorato con la Croce del Merito Militare di Savoia 6 dicembre 1866, fu anche cavaliere gran croce dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.ebbe la medaglia commemorativa dell'unità d'Italia ,e  la medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza (2 barrette) Dopo essere stato deputato per tre legislature per i collegi di Sondrio e Tirano, nel 1868 fu nominato senatore. Nel 1872 fu nominato presidente nazionale della Croce Rossa, nel 1873 promosse la costituzione della sezione valtellinese del C.A.I. Tornato definitivamente nel suo paese si dedicò interamente alla sua amministrazione: dal 1873, per 23 anni, fino alla morte, fu sindaco. Morì nella casa di Ponte per una febbre improvvisa il 1º luglio 1895.

 

 La Sicilia e sempre stata collegata per varie ragioni, economicamente a spesso anche riguardo la sua amministrazione alle isole di Malta,  pertanto gli scambi tra queste isole erano cosa corrente anche per quanto riguarda i matrimoni , alleanze politiche, parentele e varie, favorendo spostamenti di residenza in più dimore tra le isole. Negli archivi  troviamo un Giò Batta Gucciardi che ebbe per figlio un Dr. Pietro Gucciardi giudice della corte Maltese sposato nel 1669 con Donna Teodora Theuma., dei conti di Ghajn Tuffieha. Alcuni anni prima la sorella Donna Veronica Gucciardi., sposo nel 1664 con Baldassare Gristi., da cui nacque Donna Anna Gristi., che sposò Andrea Verano, da questa unione nacque Donna Anna Verano, laquale sposò Gio Antonio Crispo, De-Jure Duke of the Naxos Islands.,  Nel 1674 un Giovanni Gucciardi si sposò a Cospicua con Donna Nataliza Barbara, 11th Baronessa di Bucelli in Sicilia questa è imparentata con i D'Armenia, i Lusingano, i gatto, i Vassallo, i Paleologo e gli Aragona. La figlia Donna Maria Gucciardi (stesso nome e cognome della madre del Principe) fu la 12th Baronessa di Bucelli in Sicilia, questa si sposò nel 1722 con Gaspare Signorello che tramandò il titolo. Vi fu anche un Capitano della città, Eugenio Gucciardi. in seguito un altro Giò Batta Gucciardi fu sposato nel 1703 con Francesca Revest che generarono Partemia Gucciardi la quale si sposo nel 1774 con Pietro Paolo Teuma Castelletti., dei conti di Ghajn Tuffieha poi vi fu anche un Francesco Gucciardi, che si sposo nel 1732 con Donna Caterina Attard dei Baroni di Ginelfar and Migulup.

Un Don Leonardo Gucciardo nato a Siculiana l'8 di Agosto 1911 (nonno del principe Salomone Navarra Della Torre) figlio di Calogero Gucciardi e Maria Modica mor  famiglie siciliane di origine normanna avevano i capelli rossi (lui) e biondi (lei) ed entrambi avevano gli occhi chiari, Leonardo si sposò a Siculiana nel  1932 con Donna Eleonora Navarra nata a Siculiana il 23 Gennaio 1912 proveniente dall'illustre famiglia Borbonica dei Navarra .

 

 

Roberto il Guiscardo e Ruggiero I

(hauteville la guichard 1025  + Cefalonia 17 luglio 1085)

STEMMA DELLA REALCASA DEI NAVARRA

          

Regina Bianca di Navarra

 (Pamplona 6 luglio 1387-Santa Maria la Real de Nieva 3 Aprile 1441)

Navarra ramo di Sicilia Malta

 

Sempre da parte materna, vi è poi l'antica Casata definita di generosa nobiltà dei Navarra proveniente dell'omonima Realcasa Borbonica, da Donna Eleonora Navarra figlia di Don Gaspare Navarra e di Donna Rosa Ryolo di Milazzo (Rioles nella nobiltà maltese) proveniente da una famiglia siciliana di origine normanna, detta famiglia si trasferì in Sicilia al servizio militare dell'imperatore Federico II, ebbero i titoli di conti del Piano, di San Gioacchino, barone di Salina di Renda e di Fontanelle,  Signore della Gabella della Pescheria di Trapani.(D'azzurro alla colonna di argento, fondata sulla campagna di nero, accompagnata, a destra, da tre stelle di sei raggi d'oro, male ordinate a sinistra da un leone d'oro, linguato di rosso, col sole di rosso, cucito, orizzontale a destra, famiglia iscritta nel Libro d'oro del Campidoglio e dalla bibliografia documentata nei manoscritti del Vaticano. Donna Eleonora Navarra e la nonna materna di sua Altezza il Principe, e discendente del ramo dei Navarra di Sicilia; la stessa porta lo stesso e medesimo nome e cognome della regina  Eleonora succeduta alla sorella Bianca di Navarra. Ramo che si distinse in Sicilia con Margherita Navarra (Laguardia 1134-Palermo 12 agosto 1183) definita negli annali di Romualdo Guarna come Margaritam filiam Garsie regis Navarre, (figlia di Garcia IV Re di Navarra 1105-Estella 25 novembre  1150) moglie di Guglielmo il Malo (rex Guillelmus). Ancora Romualdo Guarna nella sua Cronaca, riferisce che, nel 1150 ci fu il matrimonio di Margherita (Margaritam filiam Garziæ regis Navarræ) con il Principe di Capua, Principe di Taranto, Duca di Apulia ed erede al trono di Sicilia, da Guglielmo il Malo (1131-1167), figlio del Re di Sicilia, Ruggero II (Mileto 22 dicembre 1095-Palermo 25 Febbraio 1154 figlio e successore di Ruggero I di Altavilla Re di Siciliae ) e di Elvira Alfonzo di Castiglia, figlia del Re di Castiglia Alfonzo VI il Valoroso e della sua quinta moglie, Isabella di Siviglia. Noti anche a malta con il ramo di Giovanni Navarra (nominato senatore del regno 1422 c 1 foglio 44 e 1439  c 3 foglio 28) (stesso nome e cognome del fratello della nonna e pertanto zio del principe  il  cui nome proviene dalla regina Giovanna II  moglie de Re Filippo III di Navarra e anche seguito da Re Giovanni di Navarra e d'Aragona . Bianca Navarra figlia terzogenita del Re Carlo III di Navarra ed Eleonora Enriquez figlia del Re di Castiglia, si sposa per procura il 21 Maggio 1402 con il Re Martino I, dopo la morte della prima moglie Maria d'Aragona Duchessa di Atene e Neopatria (Catania 1362 - Lentini 25 Marzo 1401) Regina di Sicilia o di Trinacria dal 1377 al 1401. In seconde nozze Bianca si sposa con Giovanni  Re di Sicilia, di Navarra e poi anche d'Aragona. Un Ugolino fu jurat di Gozzo nel 1428, un Pietro fu Ambasciatore a Licata che ebbe tre figlio Niccolò ,Giovanni e Giò Batta.  Un Don Andrea Navarra. si sposò con Donna Isabella Ventimiglia, figlia di Guidi Ventimiglia Conte di Malta e di Gozzo, Prefetto di Trapani (c 1361) sposato con Antonella de Vassallo dei Conti di Malta e Gozo ,Un Giovanni Navarra figlio di Andrea venne nominato Barone  nel 1413 da Re Martino II, ebbe tre figli , Pietro Navarra che rimase in Sicilia, andarono invece a Malta, Andrea Navarra (Regio Algozirio del Regno) sposato con Donna Paola Pontremoli che fu Barone della Miraglia  nel 1453 esecutoriato a Palermo nel 1458, Barone di Casal Carbone 1457  governatore di Gozzo come scritto nel capitolo del Re Alfonso, fu il piissimo fondatore della celebre opera di Navarro, fondato con le sue rendite nella città di Palermo nel 1468, il governo della quale opera risiede in potere dei rettori della confraternita di San Niccolò lo Reale, i S. Maria la Pinta e di S. Maria l'Annunziata come fide commissari di esso testatore, il cui figlio Federico fu barone della Miraglia e di Casal Carbone, ed Ugolino  sposato con Elisabetta d'Alagona. (See D'Aragona nel 1519  noto come  jurat e governatore di Gozzo, il quale ebbe un figlio, Paolo suo successore 1532-1537 sposato con Cornelia Mannara , ed un nipote Ugolino 1577-89 che fu capitano della verga sotto Filippo II di Spagna, sposato nel 1572 con Isabella Cassia, i quali generarono Cornelia Navarra sposata  nel 1597 con Giovanni Cumbo ma che mantenne il cognome Navarra, questo matrimonio che generò Paolo, e Marietta Navarra, stesso nome e cognome della sorella  minore della nonna del principe. vi fu anche un Lorenzo Navarra, stesso nome e cognome al femminile della sorella della nonna del principe, sposato in prime nozze nel 1566 a Matrice Gozzo, con Maria Soria, senza prole ed in seconde nozze nel 1583 con Imperia de Nasis da loro nacque Giorgio Navarra che si sposò nel 1661 con Grazia Vella. Nei rami femminili una Paola Navarra che si sposa nel 1529 con il Nobile Calcerano Mompalao che in seguito ebbero i titoli di Illustrissimo  1732 , Barone di Frigenuini (1737) concesso dal Gran Maestro Ramon Despuig di Malta e Marchese della Taflia (1783), una Antonia si sposa al nobile Angelo de Manuele. proprietari del castello e feudo di Burgetto, una Imperia Navarra sposa nel 1498 Giovanni Castelletti  Palermitano di origine Catalana, in seguito diventati Baroni della Marsa 1735, con conferme nel 1754, e nel 1775 e poi diventati Conte di Ghajn Tuffieha (1792).

Il grande Condottiero Don Pietro Navarra

Conte di Oliveto ed Alvito

    

il Conte Don Pietro Navarra e il suo stemma

 Il ramo Pietro Navarra * (detto El Salteador ) nato a Garda 1460 condottiero originario di Gozzo Sicilia e prima dalla Spagna ha goduto nobiltà in Lucera,venne nominato vice castellano a Malta nel 1502 carica data solamente ai nobili, egli era specializzato nel fare esplodere le mura del fortezze e dei castelli e per questo venne nominato  nel 1507, da Re Ferdinando detto il Cattolico, Conte di Oliveto e di Alvito, Signore di Settefrati, Posta, Gallinaro, Fibreno, Belmonte Castello, Vicalvi, Campoli Appennino, San Donato di Val di Comino, Atina, Picinisco e di  Carde in Biscaglia era cosi pericoloso che misero una taglia di 20 mila ducati d'oro sulla sua testa(con 4800 ducati ci si costruiva una chiesa), catturato da Vincenzo la Fayette detto il gran diavolo insieme a Fabrizio Colonna, Ferdinando d'Avalos, Giovanni Francesco Acquaviva e il cardinale legato imprigionati dai francesi, il Re Ferdinando pagò il riscatto per i suoi compagni ma per lui rifiuto di pagare e pertanto abbandonato dal suo sovrano e per non marcire in prigione fu convinto dai Francesi e si mise al loro servizio e pertanto lo liberarono, questo gli costo la revoca del titolo, ma riacquisto il titolo di conte per se ed i suoi discendente combattendo per i francesi a Vigevano e Pavia  dove fu anche nominato gentiluomo della camera, mori a Napoli nel 1528 dove fu sepolto nella chiesa di santa Maria la Nova in Napoli. Sulla sua tomba compare il seguente epitaffio "Ossibus et memoriae Petri Navarii, Cantabri solerti, in expugnandis urbibus arte clarissimi. Gonsalvus Ferdinandus, Ludovici filius, magni Gonsalvi nepos, Suessiae princeps, ducem Gallorum partes secutum pro sepulchri munere honestavit; cum hoc in se habeat virtus, ut vel in hoste sit admirabilis."   Francesco graduato delle 60 some nel 1556 e Maurizio nel 1621, un altro Francesco il 22 settembre 1695. Pasquale figlio di Maurizio era iscritto come Patrizio nel catasto del 1790. Il 26 luglio dell'1724 Don Giovanni Navarro de Lorena venne  nominato Conte da sua Maestà Imperiale Carlo VI (capitolo di Gravina libro terzo foglio 614).Signore di Cardi in Biscaglia Decorata del titolo di conte dall'imperatore Carlo V nel 1551. Un altro Francesco, Cavaliere Costantiniano e dell'Ordine di Francesco I, nel 1849 fu nominato Ministro per gli affari ecclesiastici e per la pubblica istruzione. Sposò Raffaella Tamburri erede del Marchesato di Cameli, nel 1848 fu nominato Pari del Regno"

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Don Melchior  Navarra  (1626 - 1691)

Principe di Massalubrense, Duca della Palata, Visconte di Torrecilla e Vice Re delle Indie.

Un Don Melchior Navarra (figlio di Melchior Sebastiàn Navarra 1600 e Magdalena de Rocafull) nato ad Aragona il 10 settembre 1626, famiglia legata alle case reali di Aragona e di Navarra e ai conti sovrani di Barcellona, egli fu Reggente, e  in Napoli Vice Cancelliere d'Aragona, in seguito fu Vice Re delle Indie ( Virrey del Perù) e viceré a Toledo,Visconte di Torrecilla, egli ereditò anche il  titolo di  2 ° Duca de la Palata (Napoli), sposandosi con la figlia del principe di Massalubrense (Francisco Toraldo d'Aragona discendente per via paterna di Alfonso V  d'Aragona ebbe titolo di duca de la Palata (concessione sulla terra (comune della Palata Campobasso nel Molise ) da Filippo IV Re di Spagna con decreto del 20-05-1646) egli assunse il titolo di principe alla morte dell'eroico suocero decapitato durante la ribellione di Masaniello, diventando il 2 nd principe di Massalubrense e 2 duca de la Palata. Era anche un cavaliere dell'ordine di Alcàntara e dell'ordine di Santiago, fu anche vice ministro degli esteri e fu inoltre membro del consiglio di stato della corona d'Aragona, membro del consiglio di Stato e di guerra di Castiglia e membro del consiglio di Napoli e d'Italia e presidente del consiglio d'Aragona. Egli ece parte della junta che consigliò Re Carlo II di Spagna nel suo primo anno di regno. Nel 1681 egli fu nominato 22 esimo Viceré e Capitano Generale del Perù, una colonia che allora si estendeva  da Panama al Cile, rimase in carica dal 20 novembre 1681 al 15 agosto 1689, durante il suo mandato ha combattuto i pirati e i corsari conducendo numerose operazioni militare navale, egli nominò 13 cavalieri, fu inseguito richiamato dalla corona per riprendere la sua carica di presidente del consiglio di Aragona, si spense a Portobello dove fu sepolto ( Panama) il 13 Aprile 1691 mentre era in viaggio di ritorno ad Acapulco a Paita accompagnato dalla moglie Donna Francisca Toraldo de Aragón (Toraldo d'Aragona).

Ad un Ignazio Muscati Falzone Navarra nato nel 1712 di Malta sposato con Teodora Bonnici figlia Baldassare Bonnici e Chiara Falzone Navarra il 4 /2/1732 a Porto Salvo , fu concesso il titolo di Conte della Bahria dal Gran Maestro dell'Ordine di malta Dr. D. Emmanuele Pinto De Fonseca (creando il feudo dalla proprietà del nominato, come si legge nella concessione il 16) investendolo il 23 Maggio 1743,  con una concessione del tutto particolare: "Te Dnum Ignatium Muscati Falsone Navarra tuosque filios, haeredes, et successores etiam extraneos, comitem et comites Territorii seu Tenutae della Bahria positae in hac Nostra Insula a Te et antecessoribus tuis jure pleni dominii et proprietatis possessae constitumus et in perpetuum creamus, dictamque tenutam seu territorum, illusque membra et districtum in feudum nobilem sub titulo comitis erigimus atque extollimus "Egli fu il primo Conte di Malta.

            

San Salomone (affresco cattedrale di Rennes) e la sua statua 

Cappella di San Salomone Plouyè in Bretagna

Questo santo è venerato in quanto in Francia è considerato il protettore e guaritore dei cavalli

Da parte paterna vi è La Casata detta di antica  e  generosa nobiltà dei Salomone (Salamun in Bretone molto simile alla pronuncia del cognome in Siciliano) il quale succeduto al padre nel 851 come  DUCA DI BRETAGNA  in seguito fu il terzo re di Bretagna dal 857  fino alla sua morte avvenuta nel 874, era anche conte di Poher, Renne e di Nantes, e del paese di Retz a Poitou fino al fiume Mayenne, sposato con Grymberte (857-868). Considerato santo dalla Chiesa cattolica che lo ricorda il 25 giugno. Mentre del padre non si conoscono né il nome né gli ascendenti, la madre di Salomone era la sorella del primo re di Bretagna, Nominoë, come risulta da un documento del figlio di quest'ultimo, Erispoë, in cui nomina sia il padre, Nominoë, che Salomone, definendolo cugino. Quindi Salomone era il cugino di Erispoë.Nel Redon, Appendix XXXI, p. 365 datato 19 Maggio 851/57 si legge "Erispoius…provinciæ Brittaniæ princeps" names "genitoris mei Nominoe…consobrini mei Salomonis filiique mei Conan episcoporumque".  « In Bretagna, San Salomone, martire, che, per il tempo che governò come Re, istituì sedi episcopali, ampliò monasteri e conservò la giustizia;ma la sua indole religiosa era innata in lui , già nel 854 il principe Salomone regalò a San Convoione allora Abate di Redon seguace della regola benedettina, fondatore del monastero di San Salvatore, zona all'epoca pericolosa;un terreno in una zona più sicura a Saint Maixent de Plélan, dove fu eretto un nuovo monastero. lasciato poi il regno, fu accecato e ucciso in chiesa dai suoi avversari.»(Martirologio Romano) la cronaca Rainaldi (Chronica domni Rainaldi archidiaconi sancti Mauricii Andegavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, p. 6), dice che Herispoius rex tyrannicus Britonum" was killed in 857 by "Salomone" suo cugino.The Annales Bertiniani II,857 registra che"Respogius dux Brittonum" è stato ucciso nel 857 da "Salamone et Almaro Brittonibus". E' interessante il fatto che già in tempi remoti si usassero indistintamente Salomone e Salamone come denominazione della stessa persona. Salomone è il santo patrono insieme a san Gregorio nella città di Pithiviers (ad un centinaio di chilometri a sud di Parigi) dove tra l'XI e l' XII secolo gli furono dedicati una chiesa consacrata nel 1080 dal vescovo d' Orlèans, oggi considerata patrimonio storico nazionale. Anche in Bretagna a Plouyè vi è una cappella del XVII secolo (con una scritta datata 1660 ) dedicata al santo, anche essa considerata patrimonio storico nazionale.

 Ma non meno importante ricordare che a cavallo del quarto e quinto secolo vi fu un altro Salomone misconosciuto ma figlio di Geronzio (Gérontius, générale dell’armata romana) che secondo lo storico Pierre Le Baud sarebbe stato sposato nel 410 d.c. con Cecilia figlia del Patrizio Romano Flavius Constantius cognato del primo imperatore d'occidente Honorius quale patto di un alleanza politica e militare, pertanto l'imperatore Flavio Onorio, Costantinopoli 9 Settembre 384 - Ravenna 15 Agosto 423, figlio dell'imperatore Teodosio I (Coca 11 Gennaio 347 Milano 17 Gennaio 395) è lo zio di Salomone e della moglie Cecilia, dopo la morte della moglie si ritirò a vita monastica e mori in odore di santità. Un altro salomone suo nipote si diede anche egli alla preghiera e si ritirò come eremita nell'isola di Môn nel Galles.Verso la fine del 400 vi fu un Salomone generale bizantino e stato prefetto del pretorio d'Africa dal 534 al 536 ed inseguito dal 539 alla sua morte nel 544,originario di Dara importante città fortezza Romana nella Mesopotamia settentrionale lungo il confine con l'impero Sasanide, combatté nelle guerra vandalica (533-534) come assistente del generale Belisario,dopo la partenza di quest'ultimo per Costantinopoli, Salomone fu nominato Magister Militum Africae ossia generale comandante supremo,per la criticità del periodo gli fu affidato anche il comando dell'autorità civile sostituendo il primo prefetto,nell'autunno Salomone riuscì a sconfiggere i Mauri di Bizacena a Mamma anche con una battaglia decisiva sul monte Bourgaon nel 535, eresse forti ai confini e alle stradi principali per respingere gli attacchi dei mori.a pasqua del 536 scoppiò una rivolta militare,che lo costrinsse insieme a Procopio suo segretario a fuggire in Sicilia appena conquistata da Belisario. Giustiniano decise di nominare suo nipote Germano Giustino Magister Militum e lo mandò in Africa per risolvere la critica situazione. Nel 539 il comando fu riaffidato al Salomone che rafforzo le fortificazioni. Questo sistema strategico gli permise di sconfiggere gli Aurasii ristabilendo il dominio romano in Numidia e Mauretania Sitifensis (attuale Marocco ed Algeria) sotto il suo governo la regione ebbe un periodo di pace,fino all'arrivo della grande peste del 542 portando sofferenza al popolo i Mauri approfittarono della situazione fecero numerose incursioni in territorio Romano. In una battaglia contro i Mauri a Cillio a Byzacena nel 544, i Romani vennero sconfitti e Salomone fu ucciso.

                    

 

il motto  è: nec vi nec metu  ossia : senza violenza e senza paura

Arma Dogale: Fusato in sbarra d’argento e di rosso.

 


 I Salomone sono  noti in tutta la penisola, questa antica casata proviene dalla Bretagna da dove passando da Genova e poi a Venezia come Patrizi della Serenissima, (furono tribuni antichi ed erano parte dei membri del consiglio nel 916 ) di cui il noto Pietro Salomon, Salamon detto Centranico (o Centranigo o anche Barbolano, stemma rombeggiato ( fusato) d'argento e di rosso) il quale  fu il 28 esimo Doge della Serenissima e pertanto come a tutti i Dogi egli godeva del titolo di Despota e di Serenissimo Principe (In Senatu senator, in foro civis, in habitu princeps (in Senato è senatore, nel foro è cittadino, nell'abito è Principe, il Doge era anche  un Principe e ciò è confermato da un ordine cavalleresco che nel passato era chiamato l'ordine del Doge e anche l'ordine del Principe di Venezia) il suo regno fu breve , egli fu investito principe nel 1024 ed il suo dogato durò dal 1026 fino al 1032  per soli circa 6 anni in quanto non voleva sottostare ad una politica per gli interessi di pochi essendo un uomo religioso e pio desideroso del bene di tutti, noto per la sua religiosità  mori in esilio a Costantinopoli in odore di santità. I Salamon sono una delle famiglie annoverata tra le 24 dette di "Casa Vecchia", cioè tra le fondatrici di Venezia questa Casata era già a Venezia nel 715 e fu tra le elettrici del primo Doge, durante il suo dogato Pietro riporto le reliquie di santa Lucia e sant'Agata  da Costantinopoli a Venezia. in seguito quelle di sant'Agata tornarono a Catania.Questa famiglia costruì il convento e la chiesa di Santa Marta e ne ebbe il giuspatronato  che concedeva al più vecchio membro della casata  il diritto di investire la Badessa, la quale il 28 luglio alla vigilia della festività di santa Marta, donava alla famiglia Salamon una rosa  come simbolico tributo. Il titolo di patrizio veneto viene trasmesso sia in linea maschile che femminile e dà il diritto alla qualifica di N.U, N.H che stanno ad indicare nobil uomo o nobil homo per le donne si usa N.D nobil Donna per le suddette motivazioni queste qualifiche spettano soltanto ai patrizi di Venezia. I patrizi veneziani, godono nella gerarchia nobiliare, di un  rango pari a quello di Principi di Sangue visto la sua concreta possibilità di accedere al titolo Reale di Doge.

 Il Cavaliere e benefattore Salamone, Signore e Barone di GAR  SALIATAH (Garsiliat nella valle del fiume Gela, l’antica Massa Gelas, ) che nel 1091  era uno dei 36 valorosi cavalieri della celebre battaglia di Cerami (1060-1091) a fianco di Serlone (morto in un agguato a Nissoria nel 1072) nipote di Ruggiero di Altavilla, i quali fronteggiarono  con coraggio un enorme esercito di Saraceni -Ciò porto il Papa ad emettere una bolla d'indulgenza per tutti i protagonisti della liberazione della Sicilia dominata da i musulmani da secoli, tale bolla fece denominare l'impresa come Proto - crociata e vennero premiati tutti i 36 cavalieri con un premio ultra terreno, in seguito Ruggiero divise e distribuì terre e beni e fu benefattore della chiesa di santa Maria Maddalena di Valle di Giosafatte (Josaphat) S. Mariae de valle Iosaphat ordinis Sancti Benedicti in urbe Hierusalem , fu inoltre istituito l'ordine dei cavalieri di Santa Maria di Giosafatte e Salamone ne fu il Gran Maestro dal 1122 al 1126 .vi fu un Salamone notaio di corte nel 1142. A Venezia un certo Vitale Salamon nel 1152 sottoscrisse un contributo per la costruzione del campanile di San Marco. Questa Casata Risulta ammessa al patriziato sin dalla serrata del 1297 .Tra i diversi membri della nostra casata appartenente alla chiesa possiamo citare il vescovo Principe dell'arcidiocesi di Trento (prima del 1177 al 30 dicembre 1183) e degno di nota il Giacomo Salamon di Venezia (1231- 1314), ecclesiastico, fu frate domenicano e beato. Ebbero tra l'altro il palazzo Salamon a Cannaregio ,vi fu anche un Osmondo Salomone Podestà di Asti nel 1277, Poi nel 1296, la maggior parte della casata si trasferì in Sicilia a seguito dell'imperatore Federico II (in quanto un membro di questa casata divenne il notaio imperiale di Federico II di Svevia 1226) ma già alcuni della della famiglia erano scesi a seguito di Ruggiero di Altavilla come detto sopra .Questa casata era nota in tutta l'isola ed era particolarmente presenti nelle città di Sutera, Licata, Polizzi, Termini, Nicosia, Aragona ,Siracusa e Palermo dove era iscritta nella senatoria. altri come il notaio Salomon Enrico (1388-1431) rimasero a Venezia .Vi furono diverse generazioni di notai della casata Salamone a Messina dal 1203 al 1293. Vi fu anche  un notaio della cancelleria inferiore di Venezia della casata Salomone, Negroponte (1299).Molti di questa illustre famiglia si distinsero per le loro opere sociali e militare. Nel  1373  il barone Rainaldo Salomone e la moglie Beatrice di Nicosia diedero le terre del soccorso per costruirvi un convento (l'abbazia del Farinato), Il feudo donato si trovava in contrada Farinato 5 Km. a sud della città. Qui i monaci benedettini fondarono il monastero ed eressero la chiesa a S. Maria del Soccorso., Vi fu un Guglielmo Salomone che è stato Vescovo di Cefalù dal 1388 al 1399 ,vi fu un Jacopo Salamone Senatore e  Sindicus di Palermo nel 1397. Un Paolo, figlio di Ruggero, Regio Camerario, con privilegio del 14 febbraio 1398 fu nominato Provveditore ed Ispettore dei Castelli e fortezze della Sicilia e con privilegio del 17 febbraio 1399 fu anche nominato Regio familiare; un Ruggiero Salamone  compro nel 1399 il feudo di Comitini da Pietro Matteo Orioles appartenuto a Papiro Comitini di cui il nome (cavaliere francese che governava Leontini e che fu ucciso dai cittadini durante il vespro siciliano),  un Antonio e  Donato ebbero  con regio decreto (dato in Palermo il 6 o 8 maggio  1400 registrato nella R.C. a.f. 247 ) la Baronia  del Ponteggio (ponte di Termini , questo è un diritto che si esige su le estrazioni di frumento e di altre vettovaglie ) e Donato fu anche vicesecreto in Polizzi nell’anno 1409 in cui sono stati inseriti due più antichi privilegi del 1407 e del 1433 , un  giudice Giovanni Salomone di Marsico familiare e fedele della regina Giovanna II d'Angiò regina di Napoli che successe al fratello Ladislao nel 1414 ebbe il feudo di Bactibarani (Battifarano) posto nel contado di Chiaromonte avendolo egli comprato dal Re Ladislao (vedi registro Iohanna II 1423 N°376, fol 415 a tergo). Un Giaimo fu giurato in Caltagirone negli anni 1427-28, 1431-31, 1434-35; un Bartolomeo fu capitano di giustizia in detta città nel 1437-38; un Ruggiero II Salamone fu Barone del Grano nel 1438. Tra i  medici Magistri (Saccaro  A. Pag.108) Con licenza in fisica medicina registrati presso la cancelleria Reale nel 1441 (Canc. Vol. 76 Pag. 37 Palermo 1441 ) che ricoprivano incarichi presso le case nobiliarie regali,vi era il nobile Moyse Salamone di Mineo, che probabilmente era figlio di Chetibi Salamon.Un Paolo II  Salamone di Alessa che fu Vice Provveditore di  Castelli nel 1467 , un Luigi Salamone che fu governatore di Cefalonia nel 1499. I Salamone furono anche Signori della città di Lecce dal 1504 al 1512.

Un Lorenzo Salomone fu podestà e capitano a Crema  dal 23 Giugno 1539 al 25 Ottobre 1540 , Il podestà era anche capitano e sovrintendeva ad un Nobile consiglio nel quale Potevano entrarvi i patrizi con età superiore a 25 anni ed potevano  essere deputati ad un incarico specifico, egli fu anche Provveditore Veneziano in Montenegro dal 1542 al 1544. Un Francesco fu giurato in Termini negli anni 1451-52; un Giovanni fu capitano di giustizia in Caltagirone nel 1461-62; un Guglielmo fu giurato in Nicosia nel 1465, 1468; un Paolo Salomone fu Regio Provveditore delle fortezze del Regno nel 1469 .un Giovan Pietro fu capitano di giustizia in Termini nel 1497-98; Un Filippo Salomone fu podestà dal 1504 al 1506 nella repubblica di Venezia. Degno di nota anche  l'avventuroso Antonio Salamone di Trapani  terzo ufficiale della nave “Victoria” e uomo di fiducia di Ferdinando Magellano. Egli fu protagonista almeno per metà percorso, della prima circumnavigazione del globo terrestre tra il 1519-1522 Antonio, molto probabilmente per una congiura ai danni di Magellano, finì impiccato in Brasile,suo figlio Corrado Salamone, detto Currao, era scudiero del nobile patrizio vicentino Antonio Lombardo detto il Pigafetta Cavaliere di Rodi e di Malta, all'alba del 17 agosto del 1531 si imbarcarono assieme ad altri 50 cavalieri di caravana, scudieri e serventi d'armi sud una galera con la qualifica di "sobresaliente", in seguito divenne attendente.

Nell'archivio di stato di Venezia risulta un documento n°059 (ex 70) riguardo ad un nostro avo di nome Leonardo Salamon presente nel libro della nobiltà dei veneziani nel ducato di Candia, iscritto nel 1591, il ducato era allora sotto l'ordinamento giuridico della Serenissima fino al 1669.

 

Don Francesco Salomone

 

Grande Condottiero e prode cavaliere della disfida di Barletta

 

 

Trae ella origine dalla stessa famiglia di quel famoso Francesco Salamone (nato a Sutera tra fine Luglio ed Agosto sotto il segno del Leone nel 1478 e che si spense a Parma il 20 dicembre 1569) figlio del nobile Riccardo ( fratello di Paolo e cugino di un Antonio trasferitosi a Palermo), e della nobile Claudia Del Pozzo discendente dei baroni di Milocca imparentata con i futuri Principi del Parco, Francesco era già famoso nella sua Sicilia come uomo d'armi per avere vinto tutti i tornei, quintane e giostre cavalleresche alle quale partecipava. Trasferitosi a Napoli si dedico per 3 anni nello studio e consolidazione di numerose fortificazioni sotto la giurisdizione del regno di Napoli, in seguito fu mandato in Puglia ed egli divenne forse uno dei più famosi uomo d'armi della casata e dell'epoca in quanto fu uno dei 13 cavaliere che parteciparono alla disfida di Barletta e sicuramente il più longevo, che il 13 febbraio 1503 in territorio neutro (Trani) di giurisdizione veneziana mantenne alto l'onore degli italiani allora alleati con i spagnoli nella battaglia di Barletta contro i francesi, si distinse non solo per la sua maestria nell'uso delle armi, ma anche per il suo grande coraggio e per avere salvato la vita al suo amico conterraneo e compagno d'armi Guglielmo Albamonte conosciuto a Palermo che stava per soccombere per mano nemica. Nel 1509 era al soldo di Inigo Lopez Conte di Potenza in seguito partecipò anche alla battaglia di Ravenna del 1512, nel 1521 prese parte all'assedio di Parma a capo delle coorti pontificie e per il suo valore gli fu riconosciuta la cittadinanza onoraria da parte di Francesco Guicciardini suo amico ed allora governatore della città. Il 29 Aprile 1522 prese parte alla battaglia della bicocca insieme alle milizie di Prospero colonna e Francesco d'Avalos marchese di Pescara al servizio di Carlo V. Nell'estate del 1522 il cardinale Sion gli affida una delicata missione di cacciare alcuni nobili ribelli per questa impresa gli diedero 7000 ducati d'oro. Nel 1523 venne inviato dal duca di Milano a Cremona con 500 fanti per accogliere il nemico francese in arrivo. Il 30 dicembre 1523 muore a Milano il suo amico e commilitone il Principe Colonna considerato uno dei più famoso condottiero del XVI secolo, nel 1525 Francesco Salomone combatte a Pavia come capitano della milizia del Marchese di Pescara riempiendosi di gloria, questa era la sua ultima gloria della carriera militare, poi decise di ritirarsi a vita privata a Parma in seguito si trasferì a Roma richiesto da alte personalità della curia romana. a Roma incontra un suo amico di ventura il Capitano de Teolis di cui sposa la sorella della moglie,Donna Bartolomea ciò avviene nel Maggio 1525 dopo solo un mese dal suo arrivo a Roma. Dopo pochi mesi muore la cognata e lui eredita un quarto delle proprietà dei colli del santo spirito. Nei primi mesi del 1527 nasce la sua prima figlia Clelia, verso la fine del 1529 nasceva la seconda figlia Vincenza, nel 1530 ottenne la cittadinanza romana. Nel 1535  fece otto giorni di prigione a torre di nona accusato di avere scritto alcuni versi irriverenti verso il pontefice durante la detenzione fu perquisita la sua casa senza che vi sia trovato nulla di compromettente il papa stesso paolo III ne dispone il rilascio. Nel 1539 venne mandato con il grado di Colonnello a capo di 2000 fanti in difesa del porto della città di Messina, nel 1540 torna a Roma. Era noto anche come gran seduttore dal carattere gioviale, egli fu anche a servizio degli Sforza dove si distinse nelle battaglie di Milano, Novara e Cremona e poi nel 1552 lo si ritrova presso i Farnesi, come insegnante di matematica, geometria e nell'arte militare delle fortificazione insieme al famoso ingegnere il Conte Francesco Paciotto, di Alessandro Farnese figlio di Ottavio e Duca di Parma. Una lapide lo ricorda insieme alle figlie ed il genero nel tempio di S. Maria della Minerva di Roma come segue: "DEO IMM.S. FRANCISCO SALOMONIO SICULO PEDESTRIUM COPIARUM DUCTORI FORTI AC STRENUO VIRO REIQ MILITARIS PERITISSIMO, MAXIMIS REBUS PRO IMPERATORIBUS  SU IS FELICITER GESTIS EXTREMA  IN SENECTUTE DEFUNCTO CAROLUS OLIVUS GENER ET CLAELIA SALOMONI OLIVA FILIA BENEMERENTI FECERUNT ET VINCENTIAE SALOMONIAE SONORI DULCISS, AMABILIS PULCHRITUDINIS ET CASTITATIS MULIERI QUAM MORS IMMATURA CORRIPUIT QUAE VIXIT ANNOS XVII","SACRO A DIO E A FRANCESCO SALOMONE SICILIANO, FORTE COMBATTENTE DI TRUPPE A PIEDI, UOMO VALOROSO, ESPERTISSIMO D'ARTE MILITARE, MORTO IN ESTREMA VECCHIAIA DOPO AVERE COMPIUTO GRANDISSIME IMPRESE PER I SUOI SOVRANI. CARLO OLIVA SUO GENERO, E CLELIA SALOMONE OLIVIA, SUA FIGLIA, POSERO A RICORDO DEI SUOI MERITI E DELLA SORELLA DOLCISSIMA VINCENZA SALOMONE, DONNA DI ATTRAENTE BELLEZZA ED AMABILE CASTITA' RAPITA DALLA MORTE PREMATURA ALL'ETA' DI 17 ANNI"ed una stele posta nel 1903 nella sua città natale di Sutera recante la seguente epigrafe:"a Francesco Salamone che immacolato mantenne nell'eroica disfida di Barletta - il valore del nome italiano - che con ardire di guerriero e geniale sagacia di duce - conquistava l'ammirazione riconoscente di ogni italica contrada - la città di Sutera orgogliosa di avergli dati i natali - questa lapide pone - quale memoria di gloria che non muore - quale esempio di virtù fecondatrice - per l'avvenire della patria redenta." La figlia Vincenza mori giovane all'ètà di 17 anni  poco dopo essersi sposata con Leone Lanciarino segretario apostolico e la primogenita Clelia Salomone oliva divenne sposando il conte oliva di Urbino, la Contessa di Pian di Meleto Piagnano ella era considerata e ricordata a Roma dove visse nella casa del padre, come una delle 19 dame più celebri nella cultura e bellezza del suo tempo (XVI). Nel 1548 dopo la morte della  figlia Vincenza e della moglie Bartolomea in seguito,Francesco ottenne per l'intercessione del genero Leone un importante incarico presso la curia vaticano riguardo l'organizzazione delle milizie della Santa Sede, Poi il Papa Paolo III gli offri un grande incarico di fiducia presso la corte del Duca Ottavio di Parma che già conosceva. Il suo incarico ufficiale era di consulente militare del Duca ma in realtà si occupava della sicurezza della corte ducale in particolare del duca Ottavio Farnese, della moglie Margherita d'Austria figlia dell'imperatore Carlo V e del figlio Alessandro futuro III Duca di Parma e Piacenza. Nel 1552 su sua richiesta Francesco fa chiamare l'ingegnere Paciotto con cui lavora sulle fortificazioni della città. Francesco Salomone aveva il grado di capitano ed in seguito quello di Colonnello (ed era intimo amico dei principi Francesco e Prospero Colonna, del principe Francesco d'Avalos Marchese di Pescara, Guglielmo Albamonte, Ricci di Parma suoi compagni d'armi, di Papa Paolo III che lo aiuto in diverse occasioni, d'Ercole e Niccolò D'Este, Francesco Guicciardini di cui aveva grande stima ed affetto, ecc...mori a Parma pregando nelle braccia della figlia Clelia tenendo in mano il rosario regalatogli da Paolo III all''ètà di 91 anni. Le sue gesta furono narrate anche da Minutolo e Villabianca, oltre che dal suo grande amico il famoso scrittore Francesco Guicciardini il quale lo cita numerose volte nei suoi libri come nella storia d’Italia e che scrisse un libro sulla famosa disfida di Barletta raccontatagli dallo stesso Francesco Salomone e dal suo compagno d’armi il Ricci di Parma.

 

 Un Antonino fu Prefetto di Licata e capitano di fanteria nel 1543,; un Juan Antonio Salamone esperto in fortificazioni fu Barone del Grano nel 1556.

Noto anche il ramo di Francesco Salomone Conte di Serravalle 1561 ramo proveniente da Chieri dove un Martino Salamone fondò e dotò una collegiata di Chieri una Cappellania riservandone il patronato alla famiglia come appare da un suo testamento  del mese di agosto del 1399 , A Chieri i Salamoni  erano una  importante famiglia antica e nobile,dove alcuni dei suoi membri esercirono importanti offici  pubblici come Podestà,rettori , ed ambasciatori del comune, erano imparentati con Melanino Broglia per via della figlia la quale sposò Antonio Salamone de'nobili di Chieri che fece testamento in favore di suo figlio Beniamino (nominando il cognato Simondone Broglia come curatore testamentario) si estinsero in Chieri ma un suo ramo si trasferì a Vercelli dove prosperò ed ebbero il contado di Serravalle (Servalle).

Un 2° Antonino Barone di Pietraviva 1565;nella fine del 1500  Giovanni Gerolamo Salamone, fu secreto (ossia governatore) del conte di Racalmuto, Aleramico  Del Carretto sino alla morte dello stesso, ucciso da un suo servo il 6 Maggio del 1622, in seguito il Giovanni Gerolamo si trasferì a Palermo.

 

IL RAMO FRANCESE

 

 

 

Un ramo francese dei Salomon acquisisce nel 1576 il dominio di Poulard  che eressero in un grande feudo  con una chiesa e diverse costruzione e parte del borgo di Saint Brice era i Signori di Poulard e de Lalande l'ultimo discendente per via maschile  fu Jacques Salomon de Poulard i suoi titoli sono stati confermati con lettera patente a Jacque Salomone dal Re Luigi nel 1699, ( enregistrées au greffe de la Cour, en vertue de l’arrêt d’icelle du 3 novembre). (azzurro con leoni affrontati di oro successivamente rappresentato con tre stelle d'argento in capo di gules), sposato con Jeanne Françoise de Biaudos de Castéja figlia del Conte Fiacre de Biaudos (di origine Basca ),cavaliere e Signore di Castéja, e Capitano al regimento d’Auvergne e fratello del Conte di Castéja, luogotenente del Re a Maubeuge e Philippeville in Wallonia.

 La nobildonna era segretaria di Françoise d'Aubigné Marchesa de Maintenon sposa segreta del re dopo la morte della Regina Maria Teresa 1683, poi diventò governante dei figli di Francia nominata nel 1704 dal Re Luigi XIV  e nel 1727 da Luigi XV rimase vedova con 2 figlie dopo solo 7 anni  di matrimonio per una caduta da cavallo del coniuge,una delle figlie Françoise-Mélanie, e diventata la Marchesa d’Arsy. alla sua morte lascia un nipote Louis de Gouy d'Arsy Barone di Chars,Signore di Marines,di Santeuil,   de la Lande, ecc.. E interessante sapere che la Signoria de la Lande e appartenuto a Jean Ier Signore d'Acigné (m. 1421) sposato con Jeanne dame de La Lande (m. 1467) e poi dal figlio Jean II seigneur de La Lande sposato con Marie figlia de Raoul de Coesquen discendenti del terzo ramo di Re Salomone III di Bretagna.Un Marco Salamon proveniente da Venezia fu mandato come Ambasciatore in Francia ma questo ramo si estinse con François-Henri Salomon de Virelade nato a Bordeaux il 4 ottobre 1620 morto nella stessa città il 2 Marzo 1670,era un avvocato scrisse un saggio di diritto De Judiciis et poenis pubblicato nel 1665, fece parte del gran consiglio dal 1638 per 10 anni poi divenne tenente generale del Senechal (ufficiale al servizio del Re) nella Guyenne (vecchia provincia del sud ovest della Francia ossia il ducato di Bordeaux, o di Aquitania).
 

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                                                                     Salomon de Lalande – Biaudos de Castéja

                                  

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Ritratto di Jeanne-Françoise de Salomon de La lande

con sua figliae Françoise-Mélanie, futura marchesa d’Arsy

olio su tela 1710 firmato da Jacques Héllart

Jeanne Françoise de Biaudos de Castéja, dite madame de Lalande,

épouse de Jacques de Salomon, Seigneur de Poulard et de La Lande,

qualifié de marquis de La Lande, (probabile titolo di cortesia).

 

 

GIOVANNI SALOMONE SENATORE DELLA REPUBBLICA DÌ VENEZIA

 Un Giovanni Salomone fu senatore della Serenissima, lo ricorda un monumento funerario eretto da Bernardo Morosini nel 1649 nella chiesa di San Martino a Venezia, la lapide e sormontata dall'antico stemma della famiglia Salamon confermando una possibile variazione del cognome. Questo omaggio alla famiglia salomone da parte della famiglia Morosini evidenzia un stretto legame di stima ed amicizia tra le due prestigiose ed antiche casate.

 Un Pompeo Barone di Belvedere; un Francesco cavaliere gerosolimitano 1632 , un Ruggero fu senatore in Palermo negli anni 1587-88, 1590-91; ); un generoso benefattore Hieronimo Salamone fondatore nel 1600 della Cappella della chiesa di san Domenico in memoria del Beato Jacopo Salamone (1231-1314) il dominicano le cui spoglie sono venerate nella chiesa dei ss. Giovanni e Paolo, un  Salamone canonico della cappella Palatina a Palermo nel 1664, un 3° Antonino cavaliere di malta come sopra 1671; un Antonino Salamone fu Vescovo di Lipari dal 1674 al 1710, un Vincenzo fu Senatore in Messina negli anni 1690-91, 1694-95, 1701-2, un Ignazio Salamone fu Barone di Belvedere e marito di Agata Notarbartolo dei Baroni di Sciara e Carcaci, ebbero per figlio un 2° Pompeo Salamone Notarbartolo e Moncada nobile della città di Sutera e Licata, Maestro Razionale del Regio Patrimonio e primo Duca di Albafiorita  ottenne il Real privilegio l'11 agosto 1692 da re Carlo secondo esecutoriato l'11 dicembre dello stesso anno, fu maestro Razionale del tribunale del Real patrimonio e con tale carica mori il 15 agosto del 1719, ricevendo sepoltura nella chiesa dei cappuccini. e interessante sapere che Pompeo Salamone dichiarò in un atto del 20 Maggio del 1717 di avère una parentela con i Salomon di Francia. Sposò mentre visse Angela di Moncada nel 1699  figlia di Pietro Moncada principe di Monforte di Paternò, e deluso dai figli  lasciò il titolo al fratello Giuseppe che fu anche barone di Pietrevive, il quale fu investito il 30 ottobre 1720, Quest'ultimo divenne anche il governatore della nobile compagnia degli Azzurri di Messina nel 1736 sino alla sua morte nel 1747, sposo Cornelia Minutolo e Bonfiglio, figlia dei Baroni di Callari (famiglia che furono tra i fondatori dell'ordine militare della stella con Tommaso Maria come Principe dell'ordine ) la quale non ebbe prole. Un Francesco fu giudice pretoriano in Palermo nell’anno 1716-17 e giudice della Gran Corte Criminale nel 1723-24 ,  un Antonio Salamone. si sposa a Birgu nel 1734 con la nobile dei  Baroni Djar-il-Bniet 1350 di Benuarrat nel 1737 e dei Conti di Beberrua (1783). Donna Anna Maria Gatto,  un Francesco Antonio Salomone  dal 3 settembre 1738 fu Vescovo di Venosa. Dalla Sicilia, un Antonio salomone da Siracusa si trasferi a Malta, sposato con Flavia ebbero per figlio Cosimo Salamone sposato con Donna Donna Camilla Pagnini  da loro nacque Niccolò  Salamone sposato nel 1746 con Donna Maria Darmania,dei Baroni di Baccaria, discendente degli ultimi Re di Cipro ed Armenia e legittima erede dei Lusingano di Cipro e di Gerusalemme e della piccola Armenia in Cilicia.

Un Giuseppe fu senatore a Palermo negli anni 1750-51, 1752-53-54; un Ignazio fu capitano del reggimento “Liguria” nel 1747; Un Rainaldo fu investito del feudo della Salinella il 20 gennaio 1750, un Vincenzo fu tenente colonnello del reggimento “Real Palermo” nel 1764; un Giovanni capitano del reggimento “Real Palermo” fu senatore in Messina nel 1765 e Governatore della Torre del Faro;un Guglielmo fu capitano di giustizia in Nicosia nel 1768-69.

 

Nel ramo dell'isola di Malta vi è un Dr Epidio Salamone giudice della corte maltese, sposato in prime nozze nel  1772 alla Valletta con Donna Vincenza Naudi, ed in seconde nozze con nel 1791 sempre alla Valletta con Donna Maria Debono .Un Antonio Salamone, fu sposato nel 1795 a Cospicua con Donna  Maddalena Scolaro. un Giuseppe Salamone, sposato nel 1804 alla Valletta con Donna Concetta Debono.Questa famiglia è imparentata con i Catalanu, Barone di San Cosmo (1364). Una Donna Clementina Salamone fu sposata nel 1793 allaValletta con Aloiseo La Porta. Una Donna Francesca Salamone fu sposata nel 1795 alla Valletta con Antonio Carcas, da questa unione nacque Donna Aloisea Carcas, sposata nel 1830 alla Valletta con Carlo Satariano. Un Donna Maria Teresa Salamone fu sposata nel 1776 alla Valletta con Francesco Filippo Mor di Francia da loro nasce Francesco Mor - Salamone, il quale si sposa nel 1805 allaValletta con Donna Orsola de Marco. questa famiglia è imparentata con i vassalli Paleologo.

Una Donna Emma Salamone, sposata nel 1820 allaValletta con Salvatore Coen "Sives Cohen".

Francesco Salamone, si sposa in seconde nozze nel 1819 allaValletta con Donna Margherita Borg. Un Vincenzo Salamone fu sposato nel 1841 alla Valletta con Donna Elizabetta Delicata.

una Donna Camilla Salamone fu sposata nel 1829 allaValletta con Vincenzo La Pira.

 

Un Domenico fu Senatore a Palermo negli anni 1773-74-75. Del ramo dei Baroni di San Silvestro, vi è un Felice Salomone che nel 1743 fu Barone della Salinella (Rainaldo investito il 20 gennaio 1750) questa Baronia fu istituita dall' Imperatore Carlo V sul feudo del Regio Demanio e concessa a Giuseppe La Motta, poi nel 1783 passò ai Salomone ), ebbero la Baronia di Montegrosso, di Pietrevive, ereditarono i feudi del Canalotto e di San Ubaldo, le Baronie di Caccione ( acquistata da casa Spadafora. Prot. Regno Proc. Inv., processi N. 4981, 4985 , Chialiruni o Fiumesalato (Mezullo Salamone che lo cedette al figlio Ruggieri investito il 20 giugno 1453 e da questo al figlio Giacomo e di lui figlio Antonio (registrato nell'anno 1495) passato in seguito alla figlia , Comitini (Ruggieri salamone), Calatasudemi, Pietra e Racalmari, Militello Val Demone, ebbero Ponte o diritto di ponteggio in Termini,un Francesco fu giudice Pretoriano in Palermo nell’anno 1716-17 e giudice della Gran Corte Criminale nel 1723-24,  un Don Domenico Salomone fu nominato Regiis Consiliariis a Napoli nel 1756 ed era anche Senatore di Palermo negli anni 1773-74 e 75 . Un Giuseppe fu Senatore in Palermo negli anni 1750,51,52,53 e 54. Dal 21 ago. 1769 al 18 feb. 1778  Domenico e Giuseppe Maria ottennero attestato di nobiltà dal Senato di Palermo. (Provviste del Senato, anno 1768-69. Ind. II, foglio 772 ret.)

Arma: partito, nel I° d' azzurro a tre bande d' oro; nel II° d' azzurro alla sbarra d' oro e il palo dello stesso attraversante sulla partizione. un Raimondo Salomone 1783 era barone della Salinella, un Pasquale Michele Salamone (19/5/1739) fu governatore dello stato di Favara dal 1788 al 1795 sotto gli Aragona Pignatelli Cortes .Degno di nota anche le gesti del nobile eroe Don Giovanni Salomone Generale suddito realista al servizio del Re Ferdinando IV  che nel 1799 liberò l'Abruzzo dai Francesi. Da ricordare anche l'arcivescovo Antonio Salomone nato ad Avellino il 15 Aprile 1803 che presto la sua opera come vescovo a Mazara del Vallo 1845 , ed in seguito come arcivescovo a Salerno (Acerno) dal 1857 al 9 Marzo 1872 giorno della sua morte.

 

Non meno importante nei atti del processo della condanna di Gioacchino Murat designato nel 1808 come Re di Napoli da Napoleone Bonaparte, dopo avere  sottratto il trono ai Borboni,  la presenza di un rapporto dell’ufficiale Salomone a servizio presso l’esercito Borbonico, agli ordini  del Generale Nunziante, allora presidente della commissione giudicante, che premia il suddetto Capitano D. Francesco Antonio Salomone redattore e firmatario dell’arresto del Re

di Napoli, con la concessione decorrenza dell’otto ottobre 1815 di una pensione di cento ducati

annui ed il privilegio di portare una medaglia d’argento con fettuccia di color rosso Borbonico.

 

Un Federico Salomone a seguito di Garibaldi

 

Un Federico Salomone nato a Chieti il 1 maggio 1825-Napoli 12 Aprile 1884, figlio di Giovanni e Piccioli Maria presente nell'archivio di stato di Torino, ministero della guerra , esercito Italia meridionale, ruoli matricolari, mazzo 52, registro 243 pagina 122, stato maggiore ammissione nell’esercito regolare con il grado di Maggiore, Regio Decreto 27 marzo 1862 in aspettativa con Regio Decreto 16 aprile 1862. Egli studiò a Napoli presso il Real Collegio Militare della Nunziatella, fu Membro delle guardie del corpo Reale di Napoli, Il 16 maggio 1859 si arruolò nella Divisione Mezzacapo dell'Esercito Piemontese, con i volontari delle regioni del centro Italia. Nel 1860 si arruolò insieme con Capponi Giulii Benedetto nelle Camicie Rosse di Garibaldi e prese parte alla Spedizione dei Mille. Fu al comando del battaglione dei carabinieri genovesi, combattendo nelle zone di Milazzo e di Messina. In seguito, su proposta di Enrico Cosenz e di Giuseppe Sirtori, fu nominato da Garibaldi commissario straordinario di Avellino, Maggiore di Stato maggiore e infine Maggiore in 1° dei Reali Carabinieri. Combatté al fianco di Garibaldi anche nell'Aspromonte (1862), nel Tirolo (1866) e fu al comando del 2º reggimento dei Cacciatori delle Alpi, e a Mentana (1867) guidando la colonna, da lui organizzata, dei volontari abruzzesi ed assumendo il comando del 1º battaglione. Ebbe l'incarico di organizzare l'artiglieria del 2º corpo dell'Italia centrale. Fu eletto deputato nei collegi di Napoli e di S. Demetrio ne' Vestini nella IX legislatura (1865-1867), ed optò per il secondo. Fu di nuovo eletto nel collegio di San Demetrio ne' Vestini e nel collegio di Cittaducale nelle legislature X (1867-1870) e XIII (1876-1880). Nel 1882 fu a capo della scorta d'onore di Garibaldi durante il viaggio nelle regioni del Sud e in Sicilia,Tra gli altri Garibaldini connessi alla nostra famiglia vi sono Placido Navarro membro dei carabinieri Reali grado di sottotenente aggregato al 5° Reggimento Granatieri, Michele Navarra , Guicciardi Giuseppe Capitano aggregato al 30° Reggimento di Fanteria per Determinazione Ministeriale del 16 aprile 1862. Guicciardi Gaetano  Grado Cacciatore,Salomoni Giovanni, Salomone Ignazio ,Salomone Giuseppe , un altro Salomone Giuseppe  con il grado di cacciatore, un Salomone Cirillo, Salamona Giuseppe reparto ambulanze, Salomone /Salamone Giovanni Battista,un Salamone Martino di Palermo con il gradi di bersagliere,un Salamone Gaetano di Leonforte Catania.

 

Nei militari del 19 secolo, vi fu un Serafino che era maggiore del “1° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” egli partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61 insieme a Gaspare, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano di prima classe del “battaglione Zappatori del Genio”, ed un Antonio capitano del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re”. S.M. il re d’Italia Vittorio Emanuele III con RR. LL. PP. di Regio Assenso del 23 giugno 1927 autorizzò Giuseppe, di Guglielmo e di Anna Maria Di Falco ad assumere e trasmettere per linea di primogenito maschile il titolo di barone e furono Iscritti nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1922., arma: di rosso alla croce d’oro accompagnata nel primo cantone da due triangoli equilateri dello stesso, contrapposti ed agganciati, nel 2° una stella d’argento, nel 3° un semivolo d’oro; nel 4° da una punta d’oro posta in banda ed uscente dall’angolo inferiore dello scudo e caricata di tre bande del campo ritirate verso il lembo destro. ecc ecc.

Nel XX secolo tra i militari vi fu il Tenente Colonnello di Fanteria dott. Cav. Angelo Salamone 1899-1946  presidente del tribunale della 2a armata a Lubiana parente di Calogero Salamone

 

Queste suddette nobili casate di antica e salda amicizia si unirono tramite matrimonio nel mese di Settembre del 1955. Oggi uno dei ultimi eredi di queste illustre Casate è rappresentato da Sua Altezza imperiale, Reale e Serenissima il  Principe Leonardo Salomone Navarra della Torre (cognomizzato con decreto prefettizio n°179135 del 30 maggio 2016), Nobilissimus Principe del Sacro Romano Impero d'Oriente, Principe del Sacro Romano Impero d'Occidente, Principe Sovrano di Antiochia, Principe Elettore, Principe del Impero Romano  d'Oriente, Principe d'Oriente, VI principe Della Torre ( Terre e Torre di Sant'Agata*) nonché pari di Sicilia, Duca di Lemnos, Duca di Sogane, III Marchese di San Ferdinando (pari di Sicilia), XI Conte di Oliveto e di Alvito (Arma: di rosso con quattro catenelle d’oro in quadrati concentrici, il quale ha per Motto: "Vera Domitus Catena"), III Conte di Martano, Conte Palatino, Cavaliere Ereditario, e Cavaliere Gran Collare Ereditario del Sacro Ordine Imperiale Militare Nemagnico Angelico Costantiniano di San Giorgio e Santo Stefano, dell'ordine Militare e ospedaliero di San Giovanni d'Acri e San Tommaso, dell'Ordine del Cingolo Armoriense, Gran Collare Ereditario dei Cavalieri di San Gereone, egli è inoltre Patrizio bizantino e Patrizio della Serenissima repubblica di Venezia e di Roma, il quale come Gran Maestro del Sovrano Ordine Imperiale dei Cavalieri  d'Oriente (SOIKOR) è a capo insieme ad altri ordini come il Sacro Sovrano Ordine Imperiale Costantiniano Angelico di San Giorgio della Milizia Aurata d'Oriente, il Sovrano Ordine Imperiale dei Cavalieri del Cigno, il Sovrano Ordine Imperiale dei Cavalieri Della Torre d'oriente, il Sovrano Ordine Imperiale dei Cavalieri  dell'Aquila Aurata e l'Ordine Militare del Giglio di Navarra. Questi antichi ordini tutti dinastici ecumenici religiosi sono basati sull'alto senso dell'onore, del rispetto e della giustizia. Sua Altezza fa inoltre parte di numerosi ordini cavallereschi, patriarcali, dinastici di altre prestigiose casata, ecc ecc.

*E.R.P. Tituli Principatus Turris Sanctae Agathae.

 

Festività   

 

23 APRILE SAN GIORGIO

 

25 GIUGNO SAN SALOMONE

 

29 GIUGNO SAN RAIMONDO LULLO

 

29 Settembre SAN MICHELE ARCANGELO

 

Bibliografia:

             Archivio storico della Casa Imperiale e Reale Salomone Navarra della Torre d'Oriente.

             Archivio storico della Casa Imperiale e Reale Obrenovic di Serbia.

             Archivio storico della Casa Imperiale e Reale Paciotti di Montefabbri Amoroso

             d’Aragona.

             *Archivio di stato di Palermo Real cancelleria volume 748 carta 130-134r 1665

               Archivio di stato di Palermo Real cancelleria volume 643 carta 20v 24r

               Archivio di stato di Venezia elenco dei nobili Veneziani nel Ducato di Candia

               n°059 (ex 70).

               Teatro Genologico delle famiglie nobili di Sicilia ,Filadelfo Mugnos , 1647         

               pag.34,122,258,361.

               Il blasone in Sicilia  (Pallizzolo  Gravina ) 1871-75 - pag. 281, 329, 333, 365

               Della Sicilia nobile (Emanuele - Gaetani  1754-57-59)

               libro I: parte II pag. 162, 168. App. libro II parte II:pag.108,200,

               libro IV:pag.264,libro V,pag.: 376,395,406,418.  App.,163,302,316, 331, 333.        

               Enciclopedia  storico nobiliare italiana (V. SPRETI) 1928-35.

               La nobiltà veneta (D. Casimiro Freschot 1707) pag. 408.

               Dizionario storico blasonico delle famiglie italiane G. B. di Crollalanza, 1886

               Enciclopedia Araldico Cavalleresca G. B. di Crollalanza,

               Dizionario storico portabile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli

               1780 pag.27, 50,137, 138,150.  

                Famiglie patrizie Venete GH.Bettinelli 1774 pag. 24.

                Libro dei nobili veneti J.T. Leader 1866 pag.77.

                Libro D’Oro delle famiglie Nobili e Notabili E. M. Morosini 2016.                                  

                Pag.799, 800,801,802,803,804,805,806,807,808.                                       

                Istoria dei feudi del regno delle due Sicilie Erasmo Ricca 1869 vol.4 p. 697

             La Nobiltà del Regno delle due Sicilie 1865 parte 1 vol. 3 pag. 78.

                Memorie storiche di diverse famiglie napoletane e forestiere 1691 pag.168-169.

                The Kingdom of France Arthur Young 1794 pag.240.

                Corona della nobiltà d'Italia ovvero compendio delle istorie delle famiglie illustre

                Gio. Pietro De Crescenzi Romani  1639 , parte prima pag. 323 , 325.

                La Sicilia di Ferdinando il Cattolico: tradizioni politiche e conflitto tra                          

                quattrocento e cinquecento (1468-1523) Simona Giurato pag.221.

                Memorie istoriche dell'antica città d'Atina 1702 di Bonaventura Tauleri

                pag.142,143,144.

                Barone Rivera Francesco: la conquista dell'Aquila, archivio privato di casa Rivera

                LA STORIA DEI FEUDI E DEI TITOLI NOBILIARI DI SICILIA

                dalla loro origine ai nostri giorni, San Martino de Spucches VOL .IX, pag.34

                http://it.wikipedia.org/wiki/Salamon_(famiglia)

                http://www.treccani.it/enciclopedia/Salomoni/

                manoscritti della biblioteca civica di Padova 57. [Famiglie padovane. Notizie  

                storiche, araldiche e genealogiche 1906 Luigi Rizzoli [B. P. 1376]. 41.

                Dictionnaire historique de la chevalerie Paris 1860 par De Genouillac

                (ordine del Doge  o del  Principe di Venezia pag.56).

                Malta illustrata di Fra Giovanfranceso Abela 1780 pag.466

               THE NOBILITIES OF EUROPE  Marquis de Ruvigny pag.215.

               Sulle famiglie nobili della monarchia dei Savoia, Angius 1857

               Vol.II, P.II pagina 1049, 1509 vol. 3.p.I Pag.274.

               Armoriale des principal Maisons du Royaume, Pierre Paul Dubuisson

               parte 2 pag.94.

              Sovrintendenza del locale Archivio di Stato Venezia; atti anteriori al 1830

            Massimo D'Azeglio: Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta

            Lando Maria Carruba:Francesco Salomone Siciliano

            Historia del combattimento de' tredici italiani con altrettanti francesi         

            Puglia tra Andria e Quarata edizione in Napoli:Lazaro Scoriggio 1633

            pag;42,77,94,117,133.143,149,180.

            Maltagenealogy.com

            Pigafetta in Malta la riscoperta di Magellano Antonio Rallo

            Archivio della marineria Trapanese Antonio Rallo 1993.

            FAMIGLIE NOBILI SICILIANE Francesco Palazzolo Drago

            Forni editori 1927 Pag:80,84,108,109.

 

            Della Descrittione di Malta del Commendatore Abela” (1647)) pag.462.

 

           TEATRO ARALDICO raccolta generale delle arme ed insegne gentilizie

           L. Tettoni  e F. Saladini Milano 1847 VOL VII.

          Sulle Famiglie Nobili della monarchia di Savoia vol.3 pag. 274 Fontana e Isnardi    editori Torino 1853.

           Conte Diego Guicciardi le memorie edizione riservata 1987

           I Guicciardi la dinastia di Giulietta, l'amata di Beethoven, Corrado Barrigazzi ,Bizzocchi editore 1986

 

                  http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/bibliotecacentrale/mango/sabatini.htm

             http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/bibliotecacentrale/mango/tomasi.htm

             https://it.wikipedia.org/wiki/Principato_d'Antiochia

             http://nobilityofitaly.wikia.com/wiki/Nobility_of_Italy_Wiki

             Salamon (famiglia) - Wikipedia

 

Dizionario del linguaggio italiano storico ed amministrativo di Giulio Rezasco,          Bologna 1966 (ristampa anastatica dell’edizione Ferrara 1881), 1213. Su Venezia e sul tribunato romano è fondamentale P. CATALANO, Tribunato e resistenza, Bologna 1971, 35-47, 101 che sottolinea la necessità di tener conto del fatto che l’idea di tribunato nella storia come strumento della sovranità popolare può raggiungere gradi differenti di elaborazione concettuale e confronta P. LOBRANO,

              Il potere dei tribuni della plebe, Milano 1983, 22 nota 56. Sulla presenza del “mito” del tribunato della plebe nella letteratura politica cinque-seicentesca, compresa Venezia, vedi R. FERRANTE, La difesa della legalità.

             I sindacatori della Repubblica di Genova, Torino 1995, 279-343.

             Per la sopravvivenza dei valori repubblicani a Venezia W. J. BOUWSMA,

             Venezia e la difesa della libertà  repubblicana.

             I valori del Rinascimento nell’età della Controriforma, Bologna 1977, 39-82 e

             soprattutto O. SKINNER, Le origini del pensiero politico: il Rinascimento, Bologna 1989,245-316.

             Fondamentali le puntualizzazioni di A. CASTAGNETTI, La società veneziana nel Medioevo, I, Dai tribuni ai giudici, Verona 1992, 19-86; G. ZORDAN, L’ordinamento giuridico veneziano. Lezioni di storia del diritto veneziano con una nota bibliografica, Padova 1980, 15-61. Fra la letteratura critica sull’argomento si segnalano gli studi di G. MARANINI, La costituzione di Venezia dalle origini alla serrata del Maggior Consiglio, I, Firenze 1974, 24-53; A. PERTILE, Storia del diritto italiano dalla caduta dell’impero romano alla codificazione, II/I, Storia del diritto pubblico e delle fonti, a cura di P. DEL GIUDICE, Bologna 1968, 240-249; G. COZZI, Venezia ducale, I, Duca e Popolo, Venezia 1963, 257-261. Della Republica et Magistrati di Venetia. Libri cinque di M. Gasparo Contarini, che fu poi cardinale. Con un ragionamento intorno alla medesima di M. Donato Gianotti fiorentino colle annotazioni sopra li due sudetti autori di Nicolò Grasso, et i discorsi de’ Governi civili di M. Sebastiano Erizzo, in Venetia 1660,c. 432, 451, 508, 513, 542, 565.

Principj di storia civile della Repubblica di Venezia dalla sua fondazione sino all’anno di N.S. 1700 scritti da Vettor Sandi nobile veneto. Della parte prima che contiene i tempi sin al 1300. Volume primo sino al 1000, in Venezia 1755, 46. FERRANTE, La difesa della legalità, 301

Le Chiese di Napoli. Descrizione storica ed artistica  L. Catalani,vol. I, Napoli 1845, p.130.

*Giovanni battista della Porta disse di lui « Fu nelle cose di guerra uomo d'eccellente  ingegno,  e nello scavare mine empiendole di polvere d'artiglieria con la violenzia del fuoco riluttante, buttava  a terra le torri, le terre ed i castelli »

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